Proprietari seconde case pronti a difendersi «I casi in Municipio»
C’è agitazione a Comacchio. I cittadini vogliono sapere il perché il numero dei positivi come anche delle persone in isolamento domiciliare è cresciuto così tanto in queste ultime settimane e il rientro a scuola oggi dei bambini ad alcuni fa paura, considerati i numeri. In realtà risposte certe non ce ne sono, si va avanti a ipotesi e supposizioni anche se certamente, come è poi avvenuto nelle regioni del sud Italia, lo spostamento di persone da una regione all’altra fa crescere la curva, tanto che il governo molto probabilmente opterà per il weekend arancioni fino alla fine di gennaio.
«Hanno dato la colpa ai vacanzieri dell’aumento dei contagi - dice la portavoce Prosecca (propritari seconde case) Grazia Benetti -. Sembra lontano il ricordo che proprio il Municipio ha rischiato di diventare un focolaio Covid e che alcuni cantieri di lavoro, sia nel pubblico che nel privato, sono fermi per Covid. Senza contare il traffico lavorativo non esente da rischi contaminazione da e per Comacchio, senza insomma considerare le dinamiche quotidiane necessarie al vivere della città e della sua costa».
dito puntato
Chi arriva da fuori non accetta accuse «proprio quando si comincia a parlare di “destagionalizzazione” del turismo che, “volere o volare”, è il riconosciuto volano economico del territorio lagunare», anche se in questo momento forse il turismo andrebbe tutelato in altro modo.
Intanto il sindaco si è attivato con l’Ausl per indagare le provenienze dei contagiati e i contatti che hanno avuto, unico modo per decifrare correttamente le dinamiche del contagio. «Anche sulla denuncia di masserizie lasciate in giro ci chiediamo cosa fa il Comune per spingere Clara a funzionare dignitosamente, riducendo la burocrazia e aumentando l’efficacia?». Clara, adire il vero, ha già risposto dicendo che è attiva una discarica sempre aperta dove chiunque può portare la roba. «Il numero verde spesso non risponde se non con messaggi automatici che costringono a inviare mail per ritiro rifiuti ingombranti, con tanto di dettaglio dei “capi” e la limitazione a 5 come massimo». E comunque gettarla in strada non è la soluzione. «Inoltre ci si chiede perché, neanche in contesto Covid, Clara non si decida a provvedere a un lavaggio industriale dei cassonetti, almeno una volta l’anno? Non basta certo una passata a igienizzare questi contenitori. Insomma, invece di lanciare invettive, guardiamo bene di fare ciascuno il proprio dovere per creare e mantenere il minor rischio sanitario possibile». —
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