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LAGOSANTO 

«Ciao caro “Laurin” Una vita nel calcio»

Katia Romagnoli
«Ciao caro “Laurin” Una vita nel calcio»

Applausi e commozione ai funerali dello scopritore di talenti L’appello: intitoliamo in sua memoria uno spazio per i giovani

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LAGOSANTO. «Mentre ti scrivo, ti immagino ancora sulla Uno bianca, scendere con il bomber, con le maniche raccolte sopra i gomiti, in pieno inverno, per mostrare l’impegno e la temerarietà. Hai vissuto di calcio perché ne sapevi e l’hai fatto in maniera leggera, dando il meglio di te nel cercare bambini e ragazzi da far crescere sotto le nostre mani».

È stato accolto da un applauso scrosciante il ricordo di Lauro Finessi, pronunciato, ieri pomeriggio, nella chiesa di Santa Maria della Neve, dall’amico e allenatore Paolo Ziosi.

Nel rispetto dei protocolli sanitari, in tanti hanno voluto essere vicini al lutto di Antonietta, compagna di Finessi, della figlia Roxanna, della sorella Adalgisa e del cognato Fabrizio, prendendo parte alle esequie funebri, celebrate da don Massimo Cavalieri.

UN UOMO BUONO

Finessi, da tutti ricordato come uomo buono, generoso, amico di tutti «era stato uno scopritore di giovani talenti del calcio infallibile – hanno raccontato l’ex attaccante della Laghese Edmo Biolcati, insieme al figlio Alex e a Maurizio Rolfini –. Lauro aveva scoperto, tra gli altri, il grande Davide Santon. Lo portava in auto agli allenamenti a Ravenna, consentendogli poi di compiere il grande salto di qualità, sino al calcio professionistico».

Una folla composta e silenziosa ha seguito, in chiesa, l’orazione funebre di don Massimo, il quale ha rievocato «l’indole semplice, generosa, buona e spontanea» di Finessi, spentosi sabato, all’età di 70 anni, all’ospedale di Cona.

orchidee e gerbere

Accanto alla bara circondata da orchidee e gerbere rosse, la compagna Antonietta, tenuta a braccio dall’amica Teresa e dalla figlia Roxanna. «Vogliamo ricordare Lauro nella sua gioia di vivere – è stata l’esortazione di don Massimo –, e nelle sue passioni di uomo, prima fra le quali il calcio, al quale ha consacrato tempo ed energia, promuovendo i valori dell’amicizia, dell’altruismo, dello spirito di gruppo, della solidarietà e della generosità».

Per l’ultimo saluto a Laurin, soprannominato anche “il rosso” , sono arrivati amici e dirigenti sportivi del mondo dilettantistico di altri territori, come Davide Felisatti, allenatore dell’Estensi Spina: «Conoscevo Lauro da una vita - dice -, era un bonaccione, burbero alla sua maniera, ma genuino e generoso. Osservava i ragazzi sui campi di calcio e per la sua bravura a scoprire i migliori era noto anche in Veneto».

L’ALLORo

Finessi, che in gioventù aveva giocato da terzino, senza eccellere, era riuscito ad imporsi con quel ruolo di osservatore che, se mai si fosse preso sul serio, lo avrebbe reso, come hanno ricordato gli amici al funerale, un procuratore professionista. «L’alloro è simbolo di eternità e di gloria immortale – ha evidenziato l’amico allenatore Paolo Ziosi nella lettera letta in chiesa dalla moglie –, per un vincitore: si può essere eroi anche in piccole realtà. Spero che Lagosanto voglia ricordarti nel breve futuro, dedicandoti anche un campo di allenamento o uno spazio per i giovani». Tanti i volti rigati dalle lacrime tra calciatori e dirigenti di società di calcio che Finessi, con la sua lungimiranza, aveva contribuito a far crescere. «Laurìn veniva a prendermi in auto a Volania dove abitavo da ragazzo – ha detto commosso l’ex calciatore Alex Biolcati –. Tutti abbiamo perso un grande amico». —

Katia Romagnoli

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