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L’addio a Renata Talassi una vita per i diritti e dalla parte dei deboli

Stefano Balboni
L’addio a Renata Talassi una vita per i diritti e dalla parte dei deboli

Ieri mattina nella Certosa il funerale dell’ex parlamentare comunista Il ricordo di Anpi e Udi. Le battaglie per i braccianti e la democrazia 

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l’ultimo saluto

La politica vista come mezzo per poter cambiare il mondo. È stata salutata ieri mattina nella parte esterna dell’aula del commiato del cimitero monumentale della Certosa, Renata Talassi, scomparsa il 2 gennaio scorso a 87 anni. Una cerimonia iniziata sulle note dell’Adagio di Tomaso Albinoni, le stesse note diffuse nel 1984 in via delle Botteghe Oscure a Roma, quando la Talassi portò il suo omaggio nella camera ardente al segretario del Pci, Enrico Berlinguer. Il feretro è stato coperto dalla bandiera rossa della sezione Bisi-Zappaterra del partito comunista, alla quale Renata Talassi è stata iscritta sin dal dopoguerra.

«Un vero insegnamento per la nostra politica – ha detto Paola Castagnotto, intervenuta in rappresentanza di Anpi e Udi ricordando il titolo del libro scritto una decina di anni fa da Renata Talassi “Una vita fortunata tra politica e affetti” – Di Renata – ha proseguito la Castagnotto – colpisce la rigorosa semplicità e l’impegno politico determinante, in contrasto con il clima di degenerazione politica di oggi», ha detto Castagnotto la quale ha anche sottolineato l’impegno della Talassi a favore delle battaglie del calzaturificio Zenith, a quelle sui diritti della maternità e a favore delle donne. Una non comune capacità di ascolto e di uso della politica a favore del prossimo, hanno fatto di Renata Talassi una degli elementi di spicco della politica ferrarese, presente in Parlamento sia come deputata che come senatrice in un momento storico importante. Nel 1978 vennero emanate importanti leggi, come la legge 180 relativa alla chiusura dei manicomi, la 833 che ha istituito il servizio sanitario nazionale e la legge 194 che ha disciplinato le modalità di accesso all’aborto.

«Renata ha dato voce alla Cgil – ha detto poi il segretario della Cgil di Ferrara, Cristiano Zagatti – e ha fatto importanti battaglie a favore dei braccianti, nel settore tessile, dell’abbigliamento e ha combattuto per la tutela delle piccole aziende, oltre che battersi per i diritti del lavoro a domicilio».

«Renata – è stato invece il ricordo di Francesco Colaiacovo capogruppo del Pd in consiglio comunale – è stata donna di parte, ma le sue battaglie per il riscatto delle persone più svantaggiate, per l’affermazione dei valori di uguaglianza, libertà e pari opportunità per tutte le classi sociali, sono diventate patrimonio di tutta la comunità ferrarese e non solo».

Sulle note di “Bella Ciao” , nella versione dei Modena City Ramblers si è conclusa la toccante cerimonia e l’ultimo saluto a una donna che ha fatto dell’onestà e dell’ascolto la parte più importante e preziosa del suo fare politica. —

Stefano Balboni

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