Passerella di legno viscida e pericolosa Rischio di cadute
I pescatori: «Ora è stata messa una sedia, serve un cartello» I responsabili: controllato, non ci sono problemi strutturali
LIDO SPINA. Una sedia blu da giardino per segnalare un pericolo, dopo qualche capitombolo lungo la passerella in legno che collega le valli di Comacchio alla salina. È un rimedio di fortuna quello escogitato da alcuni titolari di concessioni di vongole limitrofe alla salina, dopo esser stati allertati da ciclisti ruzzolati dalla mountain bike, in corrispondenza della discesa di uno dei percorsi ciclopedonali in valle, a cui è stato attribuito il numero 425. «Stavo costeggiando l’argine del canale Pallotta, per farmi un giro in mountain bike – racconta Fabio Guidi, ciclista amatore di Porto Garibaldi –, ma quando sono arrivato all’altezza della passerella che porta in salina, mi sono ritrovato all’improvviso a terra. Per fortuna le ossa sono ancora tutte in sesto, ma ho rischiato grosso. La pendenza di quella passerella è pericolosa e il tavolato è molto scivoloso».
Proprio dai vongolari che hanno posizionato una sedia da giardino, per segnalare la situazione di pericolo, si scopre che sono altri i ciclisti finiti a gambe all’aria, mentre qualcuno a piedi è scivolato, senza cadere». La segnalazione approda in Comune, ma il sindaco Pierluigi Negri, osserva che, per competenza, deve essere reso edotto dell’accaduto, l’Ente di gestione per i parchi e le biodiversità Delta del Po.
La direttrice Maria Pia Pagliarusco ha tempestivamente disposto un sopralluogo, effettuato dal capovalle Pier Carlo Farinelli.
«Ho ispezionato tutta la struttura e non risultano buche o anomalie – specifica Pier Carlo Farinelli –; siamo lungo un argine di valle che, in quanto area tutelata da norme e vincoli speciali, non può di certo essere asfaltata. Chiaramente occorre prestare attenzione, come lungo un sentiero di montagna, perché ghiaccio e umidità possono renderlo viscido».
escursioni
La zona è particolarmente frequentata, anche durante la stagione invernale, da appassionati di escursioni in bici in mezzo alla natura, come lo stesso Fabio Guidi, il quale suggerisce di posizionare un cartello di segnalazione di pericolo, «anche per togliere quella sedia di plastica, così inadatta e antiestetica».
Ribadendo che «la passerella non presenta problemi strutturali», la direttrice del Parco del Delta del Po, Maria Pia Pagliarusco, sottolinea che «la struttura si bagna a causa della pioggia o dell’umidità e bisogna far leva sul buon senso e sulla prudenza. In questo periodo abbiamo effettuato anche il censimento di tutte le torrette di birdwatching situate in area Parco. Sono 25, di proprietà in parte del Comune, in parte della Regione o dello Stato. Ho formulato una proposta al Comitato esecutivo del Parco, affinché venga affidata la gestione al Parco, per gli interventi di manutenzione, che potremo assicurare ad esempio mediante una convenzione con i Comuni».
l’appuntamento
Intanto, il Parco ha realizzato un ciclo di videolezioni per le scuole primarie. Il ciclo è composto da tre video, della durata di circa mezz’ora, che presentano il territorio del Delta del Po e il suo riconoscimento Unesco, per passare poi a raccontare la biodiversità che contraddistingue il Delta del Po e le attività umane in rapporto con l’ambiente. La prima videolezione è dedicata al fiume Po e al suo Delta e presenta il fiume Po, dalla sua sorgete sul Monviso fino alla sua foce nel Mar Adriatico, con alcuni elementi che verranno poi approfonditi nella seconda e terza videolezione. Tutti i video sono disponibili sul canale Youtube di Biosfera Delta Po.
Katia Romagnoli
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