Scuole superiori rientro il 25 gennaio La Regione rinvia: «Troppi positivi»
La giunta: gli esperti prevedono nuovi picchi di positivi E dopo oggi l’Emilia Romagna resterà ancora arancione
Ennesima inversione a U per l’apertura delle scuole superiori di secondo grado. Ed è stata una doccia gelata per molte famiglie ferraresi ed emiliane, ma anche per il settore trasporti che aveva già riorganizzato i servizi in vista del rientro preannunciato per lunedì 11 gennaio. La nuova data fissata per il ritorno in classe è il 25 gennaio e a questo punto bisognerà tenere d’occhio l’evoluzione dell’indice Rt e l’andamento di contagi, decessi, ricoveri etc. per capire se potrà essere considerata una data plausibile o se potrà scattare un nuovo rinvio. L’annuncio è arrivato ieri pomeriggio dalla Regione.
«L’aumento dei contagi, con gli esperti – dall’Istituto Superiore di Sanità alla sanità regionale – che prevedono un possibile innalzamento della curva epidemiologica anche nei prossimi giorni, richiede ora la massima precauzione – scrive l’Emilia Romagna – Ora l’obiettivo è di tutelare la salute pubblica ed evitare una terza ondata che porterebbe di nuovo a chiusure generalizzate nel nostro Paese, come sta già avvenendo in altri Stati europei».
Lo scenario, ormai noto da giorni, evolve in negativo e ha spinto l’ente, come conferma la giunta di via Aldo Moro riunitasi nel pomeriggio di ieri, «a decidere il rinvio del ritorno alle lezioni in presenza al 50% nelle scuole superiori dell’Emilia-Romagna. Fino al 24 gennaio, quindi, rimarranno aperte in presenza materne, elementari e medie, mentre alle superiori le lezioni proseguono al 100% con la didattica a distanza». I motivi della virata li ha esplicitati l’assessore alle Politiche per la Salute. «La situazione pandemica non migliora, in Emilia-Romagna e nel Paese – ha affermato Raffaele Donini – come dimostrano i nuovi dati contenuti nel report settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità e della Cabina di regia, che portano la nostra regione a entrare in fascia di rischio arancione» da domani assieme ad altre quattro. Questa restrizione sarà in vigore anche oggi ma su tutto il territorio nazionale.
Donini ha precisato che «rimangono troppe incertezze rispetto alla possibile evoluzione, in un contesto europeo fortemente critico, verso il quale anche l’Italia potrebbe tendere in assenza di ulteriori misure restrittive, come ha ribadito l’Iss dopo valutazioni analoghe fatte già nei giorni scorsi dal ministro della Salute. La curva epidemiologica sale e con essa anche il livello di saturazione dei reparti di terapia intensiva». Che anche nel Ferrarese sono in sofferenza da settimane, sia a Cona che al Delta. «Oltre alla campagna vaccinale bisogna promuovere ogni sforzo per abbassare il numero dei contagi – ha aggiunto l’assessore – Solo nei prossimi giorni, con la verifica dell’impatto delle misure adottate durante le festività, avremo un quadro più chiaro e potranno essere prese ulteriori decisioni. Ora è necessario applicare il principio della massima prudenza e precauzione, lo stesso scelto dalle regioni in procinto di entrare in fascia arancione e da numerose anche in fascia gialla».
Le vaccinazioni
L’assessore regionale alla Scuola, Paola Salomoni ha rilasciato una dichiarazione che sintetizza l’impegno profuso per un obiettivo che finora non è stato conseguito. «Abbiamo fatto tutto quello che serviva per riaprire le scuole superiori in presenza – ha sottolineato – grazie a uno straordinario lavoro di squadra insieme a Prefetture e Ufficio scolastico regionale, agli enti locali e alle aziende di trasporto pubblico locale, ai sindacati. Con orari d’ingresso differenziati lì dove serviva e trasporti potenziati. Un piano regionale per la riapertura che abbiamo presentato prima delle festività, in un quadro generale che purtroppo è cambiato e che, sulla base delle valutazioni epidemiologiche fatte dalla sanità nazionale e regionale, potrebbe peggiorare. Un piano che siamo pronti a utilizzare per riaprire appena si potrà».
Il presidente, Bonaccini, e la giunta regionale hanno convenuto sul fatto che tutto il personale della scuola, docente e no, debba rientrare al più presto nella campagna vaccinale anti-Covid, ricevendo la somministrazione delle dosi necessarie subito con l’avvio della fase che segue l’attuale, riservata al personale sanitario e ai degenti delle case di riposo. —
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