Tornano le videochiamate Una “finestra” di un’ora per informare i parenti
Chiedono di poter parlare con i loro congiunti tramite videochiamate, di incontrarli attraverso il vetro della portineria, i familiari degli ospiti della residenza Paradiso, “sotto assedio” a causa di un focolaio Covid che ha causato ben 9 decessi e decine di contagi. Ma i parenti chiedono anche, con una lettera che dai responsabili della struttura arriva fino ai dirigenti della sanità locale e al ministro Speranza, di assicurare i necessari movimenti a coloro che sono costretti a letto, per evitare piaghe da decubito e altri disturbi, e di adottare un sistema «emotivo relazionale fatto di ascolto e gentilezza che li tranquillizzi senza ricorrere all’uso dei sedativi». In più si chiede di ottemperare alla sanificazione degli ambienti.
Le videochiamate utilizzate fin da marzo-aprile, replicano dalla “Paradiso”, «negli ultimi giorni hanno subito un’interruzione», a causa del focolaio che ha comportato «una temporanea riduzione del personale, impegnato in altre mansioni assolutamente non differibili». Il servizio comunque, continuano i responsabili, riprenderà: «Abbiamo già predisposto la riattivazione delle videochiamate, con la maggior frequenza possibile, in modo da mantenere il contatto con gli ospiti che, non essendo comunque autosufficienti o in isolamento, non possono muoversi dalle loro stanze anche per tutelare la comunità presente nella struttura». Condizioni sanitarie che al momento, spiegano, rendono necessario anche sospendere gli incontri con i parenti «per evidenti ragioni di prevenzione». Quanto alla gestione degli ospiti nella struttura, «vengono mobilizzati nella misura in cui le loro condizioni di salute lo consentono, secondo le indicazioni impartite dai medici che li hanno in cura». La sanificazione degli ambienti, assicurano poi, «viene eseguita due volte al giorno sia da personale interno che da una ditta specializzata». Infine, ci sarà una “finestra” di un’ora, dalle 10.30 alle 11.30 «durante la quale i parenti possono ricevere tempestive ed esaurienti informazioni sui propri congiunti dal personale sanitario». —
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