La Nuova Ferrara

Ferrara

lo psicoterapeuta 

«Con un anno di lezioni online alto il rischio di abbandono»

A.M.

Alessandro Costantini: «Serve un’alternanza  tra presenza e Dad, perché in questo modo stiamo perdendo una generazione»

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C’è un altro tipo di contagio, per ora sotterraneo ma che potrebbe emergere con drammatica evidenza tra qualche mese, in questa emergenza sanitaria. Ed è quello dell’abbandono scolastico. Lo psicoterapeuta ferrarese Alessandro Costantini guarda con preoccupazione all’ulteriore rinvio di due settimane del ritorno a scuola in presenza per i ragazzi delle superiori. Con una premessa: bene tutte le misure di prevenzione antiCovid, ma tenendo presente che «i dati dicono che la scuola è un luogo sicuro, è su quello che avviene all’esterno che bisognerebbe agire. Io sono favorevole a fare tutto il possibile per tornare in presenza e tutto il necessario per la didattica a distanza. Serve un’alternanza tra questi due sistemi, altrimenti rischiamo di perdere una generazione». Tanti mesi di lezioni da remoto, continua Costantini «rischiano di avere effetti irreversibili sugli studenti già fragili o con basso rendimento. Il pericolo di un aumento della quota di abbandono scolastico è reale». E se la didattica in presenza «è irrinunciabile per la fascia tra la materna e le medie, perché sono anni fondamentali per lo sviluppo neurocognitivo», per i ragazzi più grandi altri disagi a medio e lungo periodo sono in agguato: «Sicuramente gli studenti delle superiori hanno maggiori strumenti e maggiore “resilienza” di fronte a una situazione eccezionale come quella che stiamo vivendo tutti, ma l’assenza di socialità, l’interruzione delle relazioni quotidiane con i compagni è fonte di grandi malesseri, non ultimo quello di una dipendenza dalla tecnologia che porta a isolarsi».

Nella sua attività di psicoterapeuta, aggiunge Costantini, «ho avuto modo di constatare l’insorgenza di ansia, depressione e cali di autostima tra i ragazzi costretti all’isolamento». Alle famiglie, non meno disorientate da questa rivoluzione della quotidianità, Costantini consiglia di «cercare di approfittare di queste circostanze particolari per costruire un rapporto più stretto con i figli, un modo diverso di parlare e di conoscersi. I ragazzi hanno di fronte un mondo grigio, che sentono ostile. Vanno recuperate abitudini sane, anche solo una passeggiata all’aria aperta, per ricordarsi che la vita è molto più di uno schermo del computer». —

A.M.

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