Decine di bus girano vuoti Ma i contratti sono firmati
Ci sono i mezzi potenziati, le nuove fermate, le corse aggiuntive. A mancare sono gli studenti.
È il paradosso dei trasporti scolastici, spiazzati dal doppio rinvio che ha fatto slittare la riapertura delle scuole superiori (al 50%) prima all’11 e poi al 25 gennaio. E intanto gli autobus continuano a girare a vuoto. «Per un paio di giorni ci poteva anche stare, a mo’ di rodaggio, ma due settimane proprio no - dichiara il direttore di Ami (l’agenzia della mobilità) Michele Balboni - Fin da oggi ci metteremo all’opera per cercare di sospendere le corse aggiuntive».
Ma non basta deciderlo. Perché i contratti di servizio sono già stati tutti firmati e quella del trasporto scolastico “versione Covid”, spiega Balboni, è una macchina complessa che non si può smontare troppo rapidamente. E anche costosa, se si pensa che, con 200mila chilometri in più a tre euro al chilometro, ha messo in campo 600mila euro, a cui affiancare i 17 autobus aggiunti appositamente per il rientro, mancato, del 7 gennaio «e che in questi due giorni non hanno caricato nessuno, zero passeggeri», rimarca Balboni, augurandosi che «venga riconvocato al più presto il Tavolo prefettizio di coordinamento scuola-trasporti per affrontare il tema». Perché l’organizzazione delle corse scolastiche, precisa, «è una catena: la Regione autorizza Ami, che si rivolge al gestore del trasporto pubblico (Tper), che svolge il servizio in parte direttamente e in parte affidandolo all’esterno. Tutti i contratti erano già stati s firmati. Ora si tratta di trovare il modo di sospenderli assicurando però che tornino validi il 25 gennaio». —
A.M.
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