«I responsabili? Noi dem Che pazienza ci vuole con i “fratelli minori”»
Paola Boldrini, vicepresidente della Commissione sanità del Senato: i renziani dicono anche verità ma votare farebbe perdere tre mesi
L’intervista/1
Paola Boldrini è parlamentare da due legislature, ormai una veterana che di crisi di governo, vere o presunte, ne ha collezionate svariate. È quindi in grado di decodificare i segnali che arrivano dall’accampamento degli ex compagni di partito, i renziani di Italia viva, tra i quali milita il suo concittadino Luigi Marattin, e pure, come vicepresidente della Commissione sanità del Senato, sta sulla primissima linea di fuoco delle polemiche sul Recovery fund, che appunto hanno investito nelle scorse ore con particolare intensità i temi della salute pubblica.
Cosa dobbiamo aspettarci nelle prossime ore? Il clima che si respira in Parlamento è quello di una resa dei conti... tra Conte e Renzi, oppure si va avanti dopo aver stretto alcune viti?
Dopo le vicende tortuose degli ultimi giorni comincerei con il richiamare tutti al senso di responsabilità. Il governo che stiamo sostenendo non è certo perfetto, ricordiamoci tra l’altro in quali circostanze è nato, ma siamo al centro di una pandemia che mette in ginocchio il mondo e portare alle estreme conseguenze una campagna contro l’esecutivo sarebbe da irresponsabili. Con tutto che i renziani stanno dicendo anche delle verità, rispetto alla necessità di cambiare il piano del Recovery.
Ecco, c’è quasi l’impressione che il Pd condivida se non tutte, una buona parte delle posizioni dei renziani, e stia “mandando avanti” l’ex premier per centrare pure suoi obiettivi. Fino a che punto è vero?
Va sottolineato che i renziani tendono ad attribuirsi in toto i meriti di ogni cambiamento ottenuto in questi giorni, ma diversi temi sono stati sollevati dal Pd. Basta andare a vedere i lavori delle commissioni parlamentari. Mi riferisco in particolare alla salute, il peso maggiore da attribuire alla Case della salute e alla sanità territoriale in generale. Ora queste cose ci sono nel Recovery e in generale gli stanziamenti su questo capitolo sono aumentati in maniera consistente.
Mettiamo falliscano le ultime mediazioni e si vada alla conta in Senato: intorno a lei vede un numero consistente di “responsabili” dell’opposizione in grado di salvare il governo in un simile passaggio?
Renzi che chiama “lady Mastella” la collega senatrice Lonardo, per denigrarla, mi ricorda il peggior maschilismo. Dei “responsabili” ci potrebbero anche essere, ma mi chiedo: poi come si andrebbe avanti, sulla base di quale programma? Mi viene da dire che i veri responsabili lì dentro siamo noi del Pd, come un fratello più grande che deve portare pazienza per le intemperanze di quelli piccoli.
Ma lei come ci lavora con i suoi ex compagni di partito?
Ho una presidente di commissione, Annamaria Parente, che è renziana, è di problemi nel lavoro quotidiano non ce ne sono.
Insomma si tira la corda fino all’ultimo per trovare un accordo?
È quanto mi auguro, andare ad elezioni significa perdere tre-quattro mesi nella programmazione dei fondi europei: che figura ci facciamo nei confronti degli altri Stati, che si sono mossi, lo ricordiamo, per venire in soccorso all’Italia colpita per prima dal coronavirus? Non dimentichiamo che dobbiamo cominciare a spendere gli anticipi del Recovery e se si spreca questa occasione di utilizzarli bene, questi soldi, non potremmo mai perdonarcelo. —
S.C.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
