Incremento dei decessi: +3,58% Ferrara resta tra le meno colpite
L’Istat evidenzia una crescita già tra gennaio e ottobre, poi l’impennata Nelle fasce più anziane andamenti differenziati a livello territoriale
il report
Quanti lutti aggiuntivi ci è costato il Covid? Il dato finale sarà sicuramente molto pesante ma già quelli intermedi di molte città sono spaventosi: Cremona detiene questo triste record con un +60,75% di mortalità nel periodo gennaio-ottobre 2020 rispetto alla media dei cinque anni precedenti. Ferrara mostra un bilancio meno tragico, anche se quel +3,58% (con 1.617 morti) racchiude un infinito dolore; al centro nord solo quattro capoluoghi di provincia (Udine, Gorizia, Vicenza e Belluno) mostrano un dato negativo, quasi tutti gli altri sono al di sopra di Ferrara. Potrebbero aver avuto un ruolo il rallentamento dei decessi da incidente stradale e la quasi assenza di quelli per influenza, “sostituiti” appunto dal Covid, ma sono considerazioni che potranno essere fatte solo a consuntivo. C’è comunque da evidenziare che la sequenza Istat dalla quale sono tratte queste comparazioni, diffuse ieri dalle agenzie, prosegue a novembre con un dato stimato, che esteso a tutta la provincia rende l’idea di un trend quasi esplosivo: 91 decessi in più, pari a +23,9%.
Andando ad analizzare i dati dei singoli comuni ferraresi, balza all’occhio come nella fascia di popolazione anziana le differenze siano rilevanti. E può suonare strano che tra i 75 e gli 84 anni solo in otto città (Bondeno, Cento, Codigoro, Comacchio, Ferrara, Jolanda, Mesola, Portomaggiore e Terre del Reno) si registrino aumenti dei decessi. —
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