L’opposizione raccoglie firme «Apriteci le porte del teatro»
Nuova mossa dopo il no della maggioranza alla richiesta per un sopralluogo L’accusa al sindaco: «Il Borgatti non è di sua proprietà, appartiene ai cittadini»
CENTO. Le opposizioni consiliari lanciano una raccolta firme per chiedere al sindaco Toselli di aprire loro le porte del Teatro Borgatti. È il consigliere Elisabetta Giberti (Lega) a coordinare la petizione: «Vogliamo in questo modo far capire al sindaco che il teatro non è una cosa di proprietà di questa amministrazione ma è un patrimonio di tutti noi centesi. Chi si trova ad amministrare pro tempore la nostra città non può tenere nascosto nulla ai cittadini».
Lo scontro sul teatro è cominciato in aula di consiglio a inizio novembre, quando il Borgatti, chiuso e inagibile per i danni del sisma dal maggio 2012, è stato preso di mira da vandali che il 31 ottobre scorso si sono introdotti nell’edificio arrecando danni a sgabelli e porte.
Alla luce dell’incursione, i consiglieri di minoranza hanno chiesto di effettuare un sopralluogo per verificare quanto accaduto e quantificare i danni all’interno del teatro.
PATRIMONIO DELLA CITTÀ
«È una battaglia di tutela della storia e del patrimonio della nostra città - sottolinea il capogruppo del Pd Piero Lodi -. Di fronte alla domanda dei consiglieri comunali di minoranza non è accettabile che il sindaco Toselli si ostini a tenere chiuse le porte del teatro Borgatti. Evidentemente il livello di danni è diverso da quanto ci è stato raccontato». La petizione viaggerà su due livelli: «Online e cartacea. Saranno allestiti, quando e dove possibile, alcuni banchetti dove i concittadini potranno prendere posizione».
Come riferisce Lodi, il gruppo Pd in consiglio «ha sollevato il tema sia con un’interrogazione sia con un ordine del giorno, sottoscritto anche da altri gruppi di minoranza, che è stato bocciato dalla maggioranza. In quell'occasione avevamo chiesto all'assemblea di assumersi la responsabilità e di dare al sindaco chiara indicazione di organizzare al più presto un sopralluogo. Ma la maggioranza che sostiene Toselli, con la sola defezione di FdI (che non ha partecipato al voto) ha preferito votare contro. È inaccettabile».
TRASPARENZA CERCASI
Anche per i capigruppo di minoranza Diego Contri, Marco Mattarelli, Enrico Malucelli, Gunner Maccaferri, Alberto Cacciari la questione è «incomprensibile e inaccettabile». Un’operazione di trasparenza - spiegano dai banchi delle minoranze - è, «arrivati a questo punto, urgente non più solo necessaria. È già fin troppo grave che da oltre due mesi la richiesta trasversale di consentire l'accesso a quella struttura venga respinta». Una motivazione, per il capogruppo della Lega Marco Pettazzoni «pretestuosa. Io stesso sono stato autorizzato dall'amministrazione precedente a entrare come esponente di minoranza per verificare gli immobili, 5 anni fa». E «la stessa assessora Melloni - dicono gli altri capigruppo - ha detto di essere entrata in un edificio inagibile lo scorso agosto. Allora perché noi non possiamo entrare? Con la raccolta firme il tentativo è dar voce anche ai centesi».
Beatrice Barberini
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