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Le dimissioni di Nalli non sorprendono «Per lei il bilancio era troppo ostico»

D.M.
Le dimissioni di Nalli non sorprendono «Per lei il bilancio era troppo ostico»

Dalle opposizioni attestati di stima alla persona e critiche «I candidati del Pd hanno portato voti, non competenze»

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BERRA. Il territorio di Riva del Po è in subbuglio. Da Berra a Ro, da Guarda ad Alberone e fino a Serravalle, l’argomento del giorno è uno solo: l’addio di Raffaella Nalli alla giunta e al consiglio comunale. Un passo che forse la gente comune poteva anche non attendersi, specialmente in un periodo così lungo come quello pandemico in cui anche la percezione della vita istituzionale può apparire normale anche quando nasconde anomalie.

Dimissioni come un fulmine a ciel sereno? Inaspettate, indesiderate, ma sicuramente non imprevedibili. Da alcuni mesi a questa parte i comportamenti dell’assessora Raffaella Nalli verso le istituzioni erano cambiate, “peggiorate”, tanto da non essere più presente sulla scena pubblica come lo era all’inizio.

PREMUNIZIONE

Per ora l’assessora non si sbilancia sulle motivazioni delle dimissioni (secondo i colleghi di giunta per «posizioni di diversità in tema di scelte»), ma il fatto che abbia dato il benservito, a tutto e a tutto, dà molte spiegazioni a questa presa di posizione, non ultimo il gravoso impegno che le è stato affidato dal sindaco Zamboni: tra le altre, la delega a Bilancio e Finanze.

Lo aveva annunciato subito, la stessa Nalli: «Di bilanci pubblici non ne capisco molto – aveva detto dopo la nomina –, ma farò del mio meglio per portare avanti il compito che mi è stato assegnato».

Evidentemente non è bastato.

«È stata una sorpresa e sinceramente mi dispiace – è il commento di Serena Occhi (Futuro Eco Compatibile) –, non conosco le motivazioni poiché non ha rilasciato dichiarazioni in merito, ma ritengo sia una persona intelligente e avrà valutato bene prima di fare questa scelta. Per quello che ho potuto conoscerla, la ritengo una brava persona».

DUE PESI MASSIMI

Molto più critico il commento della consigliera di Gente di Riva del Po: «In poco più di un anno e mezzo la maggioranza al governo perde i due assessori che avevano ottenuto il numero di consensi più alto – dice Daniela Simoni – e, come Filippo Barbieri, anche Raffaella Nalli non è riuscita a onorare l’impegno assunto davanti ai suoi cittadini. È ormai chiaro che il Pd aveva costruito una squadra individuando figure cardine sul territorio, capaci cioè di recuperare preferenze, che però non sono mai riuscite ad amalgamarsi, né dal punto di vista amministrativo, né personale. Nalli è persona conosciuta, stimata, ben voluta, impegnata nel sociale, ma questo non ha fatto di lei un buon amministratore, perché la competenza nella pubblica amministrazione non si costruisce senza un percorso formativo. Sbagliata, probabilmente, anche la delega che le è stata assegnata: il bilancio è il cuore dell’istituzione pubblica, ma è anche strumento molto articolato e complesso e senza una competenza di base rischia di lasciare il povero amministratore in balia degli eventi».

D.M.

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