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Al “Bachelet” i nuovi orari riguardano 44 professori

Giovanna Corrieri
Al “Bachelet” i nuovi orari riguardano 44 professori

Per il rientro in aula bisognerà attendere il 25 gennaio, molte le incognite E al Vergani il preside Urbinati sposta al 7 febbraio la fine del quadrimestre

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I trasporti erano pronti, le nuove fermate degli autobus già allegate fra le news dei siti di alcune scuole superiori di Ferrara; predisposti anche i nuovi calendari scolastici, costruiti con il 50% delle lezioni in presenza e, proprio confidando nel ritorno sui banchi, c’è chi ha anche optato per spostare la data di fine quadrimestre e concedere agli studenti più tempo di qualità, in presenza appunto, in vista dello scrutinio.

Con l’ultima ordinanza regionale, però, il ritorno in aula degli studenti delle superiori scala al 25 gennaio, ed è ancora didattica a distanza (tranne per laboratori, situazioni di disabilità o bisogni speciali), con un’organizzazione praticamente invariata da dicembre, o quasi. Qualche modifica infatti è prevista: da oggi per esempio, al Bachelet, si «va a regime con un’ulteriore articolazione oraria che ha comportato lo stravolgimento dell’orario di 44 professori: per le classi quarte e quinte dei Sistemi Informatici Aziendali – spiega la preside Emilia Dimitri – abbiamo infatti accorpato in un’unica giornata le ore di laboratorio in presenza, e siamo andati ancora più cauti dividendo le classi in due laboratori per garantire il massimo distanziamento»; lasciate in didattica a distanza le classi terze, «che hanno due ore di laboratorio a settimana e quando le ho portate in presenza c’è stata una levata di scudi dei genitori per motivi logistici».

Anche all’Einaudi le classi con poche ore a settimana di laboratorio rimarranno a casa: «ho ridotto il numero di classi che fanno i laboratori in presenza, prima delle vacanze avevo un 25%, adesso siamo a meno del 10%, passando da una ventina di classi a 14, ogni mattina così ne ho al massimo tre. L’orario generale – dice la preside Marianna Fornasiero – non è cambiato rispetto al precedente, sarebbe stato un ulteriore disagio». L’intervento più importante per il Vergani è stato, invece, quello di spostare «la fine del primo quadrimestre al 7 febbraio, cioè di una settimana: uno strumento emergenziale per dare la possibilità ai ragazzi di prepararsi adeguatamente per la fine del primo quadrimestre e per la valutazione del primo scrutinio periodico», dice il preside Massimiliano Urbinati; la speranza era nella didattica in presenza («ora siamo abbastanza esperti di didattica a distanza ma è importante pensare al futuro di questi ragazzi che perdono per sempre un periodo di formazione vitale»), ma “devo dire – aggiunge Urbinati – che se c’è una curva preoccupante soprattutto in Emilia- Romagna, prima viene la salute».

Non si è optato volutamente per proroghe al Bachelet, dove l’anno scolastico è costituito da trimestre e pentamestre, «stiamo procedendo e siamo in fase di scrutinio del primo trimestre – dice Dimitri – è un modo, questo, anche per fare il punto della situazione, e capire il tipo di sostegno da dare ai ragazzi e per attivare poi anche gli eventuali corsi di recupero». —

Giovanna Corrieri

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