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Perego: sulle case popolari scelta preferenziale dei poveri

Perego: sulle case popolari scelta preferenziale dei poveri

Il vescovo risponde ai toni e contenuti offensivi ricevuti dopo le osservazioni sulla graduatoria  «L’obbligo di non lasciare soli i bisognosi. Legittimi gli interventi della Chiesa in materia sociale»  

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il punto

L’arcivescovo Gian Carlo Perego ritorna a parlare del bando sull’assegnazione delle case popolari di Ferrara e si riferisci alle reazioni che hanno accompagnato i due comunicati dell’arcidiocesi, che a suo dire hanno «purtroppo assunto toni e contenuti offensivi, irrazionali e improntati alla facile demagogia».

« Il primo comunicato - spiega il vescovo - oltre a manifestare la soddisfazione in ordine all’assegnazione delle case popolari a 157 persone e famiglie italiane, si permetteva di esprimere la preoccupazione - a fronte delle dichiarazioni dell’amministrazione comunale - che nessuna persona e famiglia fosse stata esclusa per ragioni di razza e nazionalità. I successivi interventi del Sindaco hanno reso necessario un secondo comunicato, per esprimere il rischio - divenuto già realtà per il bonus famiglie che ha visto la condanna del Comune, col pagamento di 65.000 euro di spese processuali - di una possibile nuova condanna del Comune per discriminazione, alla luce delle sentenze della giurisprudenza. Il ricorso avviato dall’ASGI è la dimostrazione che non sbagliavamo a preoccuparci. Al di là di questo, rincresce - e lo abbiamo affermato in altre occasioni - che non si comprenda come gli interventi della Chiesa, in materia sociale, siano legittimi e nascano dall’opzione preferenziale dei poveri e dalla tutela dei più deboli che, da sempre, sono al centro del Magistero teologico e sociale della Chiesa. Questa opzione preferenziale è stata riaffermata da Papa Francesco nell’esortazione Evangelii Gaudium, sulla base delle Costituzioni conciliari Lumen Gentium e Gaudium et spes: “Occorre affermare senza giri di parole che esiste un vincolo inseparabile tra la nostra fede e i poveri. Non lasciamoli mai soli”. E all’inclusione sociale dei poveri Papa Francesco dedica diversi paragrafi della stessa esortazione, con preziose indicazioni: «Ogni cristiano e ogni comunità sono chiamati ad essere strumenti di Dio per la liberazione e la promozione dei poveri, in modo che essi possano integrarsi pienamente nella società; questo suppone che siamo docili e attenti ad ascoltare il grido del povero e soccorrerlo».

«L’evangelica opzione preferenziale per i poveri - conclude Perego - trattata come docente in 25 anni di insegnamento teologico dogmatico e sociale, e maturata in altrettanti anni di lavoro pastorale nella Caritas Diocesana di Cremona, in Caritas Italiana e nella Fondazione Migrantes della CEI, da Pastore di questa Chiesa locale, che mi vede come ogni Vescovo presiedere l’Eucaristia e i sacramenti in Cattedrale e presiedere la Caritas Diocesana, non può non rendermi attento alla tutela dei più poveri e dei più deboli, coniugando carità e giustizia, rifiutando con forza ogni esclusione e prevaricazione, falsità gratuita o accusa laicista o spiritualista che allontani da questa fondamentale verità evangelica ed ecclesiale». —

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