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Sul tavolo l’ipotesi di sede diffusa «Usiamo edifici nelle frazioni»

D.B.
Sul tavolo l’ipotesi di sede diffusa «Usiamo edifici nelle frazioni»

L’assessore Travagli ha manifestato entusiasmo per l’iniziativa: tanti luoghi da recuperare, anche per ridare vita a paesi e quartieri 

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CONTROPROPOSTA

Come detto, a recepire con interesse la proposta portata avanti da alcune associazioni cittadine, è stato l’assessore ad attività produttive, fiere e mercati Angela Travagli, che ha replicato con una controproposta che può diventare un interessante tema da sviluppare. «Siamo certamente interessati al recupero della biblioteca dell’ex ospedale psichiatrico - ci spiega -, materiale di valore internazionale, ma in assoluto questo progetto vale perché innesta diverse attività culturali. Di certo, non si può realizzare dall’oggi al domani, però avendo molte richieste da associazioni per sedi sul territorio comunale, principalmente in città, ho pensato che abbiamo un patrimonio di edifici dismessi nelle frazioni e nei quartieri. Basti pensare alle scuole, ormai vuote a causa dello spopolamento, enormi edifici nei quali non viene svolta alcun tipo di attività».

primi passi

In effetti, in tal senso alcuni progetti sono già cominciati, a esempio a Casaglia e Ravalle, «ma è stato avviato un percorso anche con un’associazione interessata alle scuole di Codrea. È ovvio, si tratta di edifici che necessitano di ristrutturazioni, ma l’idea di recuperarli può essere utile anche perché una casa della cultura limitata al centro storico potrebbe essere complessa da gestire e non vi sono edifici subito pronti da consegnare chiavi in mano. E in questo modo risponderemo anche all’esigenza di tornare a vivacizzare le frazioni, puntando su cultura e attività comunque educative».

In fondo, anche sul piano della gestione il fatto di spostarsi nelle frazioni potrebbe aiutare le stesse associazioni, visto che in ogni comunità ci sono persone pronte a dare il proprio contributo, come sottolinea l’assessore: «Credo sia importante poter contare anche sulla partecipazione della gente, sia per collaborare che per lanciare idee. In fondo, una biblioteca o un centro culturale specializzato nelle frazioni sarebbero da richiamo anche per chi vive in città».

E in attesa del prossimo incontro, l’idea di rete (non c’è limite per il numero di attori coinvolti) è stata lanciata. —

D.B.

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