L’arcivescovo Perego: «Nelle case di riposo gli anziani siano tutelati»
Appello pressante a garanzia dei diritti dei più deboli: «In qualche struttura nessuna forma di contatto prevista tra gli ospiti e i loro familiari»
«La pandemia continua e sta segnando particolarmente alcune zone della nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio. Tra le persone più colpite dal virus ci sono certamente i nostri anziani che vivono nelle case famiglie e nelle Rsa a Ferrara e nel territorio, alcune delle quali anche nate dalla carità cristiana». Sono parole dell’arcivescovo Gian Carlo Perego, che cita le messe mattutine di papa Francesco da Santa Marta, quando il pontefice invitava a pregare “per tutti gli anziani, specialmente per coloro che sono isolati o nelle case di riposo”.
«DOLORE CONDIVISO»
Monsignor Perego ricorda i numerosi contagi nelle case di riposo del territorio: «Molte residenze per anziani hanno affrontato con determinazione il Covid mettendo in atto prima misure di isolamento e di sanificazione, poi attenzioni per il personale dipendente e infine strumenti – come le sale dell’abbraccio oppure le videochiamate o i bollettini video – da parte dei responsabili delle strutture».
«Ho condiviso, però, il dolore e la preoccupazione di alcune famiglie perché in altre Rsa – sottolinea l’arcivescovo –, contravvenendo alle stesse disposizioni di legge che prevedono che “tutte le strutture residenziali devono approntare adeguate misure al fine di scongiurare un isolamento forzato e garantire per quanto possibile occasioni di relazione sociale e affettiva” con familiari e amici, non è stata organizzata nessuna forma di contatto e di informazione tra anziani e familiari e neppure è stato comunicato in che forme è stata garantita l’assistenza e la protezione degli anziani: un comportamento che risulta grave sul piano morale e sul piano della tutela della salute».
IMPEGNO DA GARANTIRE
«Per questo comprendo – prosegue Perego – la preoccupazione di molte famiglie per i loro cari anziani e sollecito un rafforzamento delle cure, perché nelle Rsa vengano tutelati gli anziani, vengano fornite le informazioni ai parenti da parte della Direzione, con un controllo da parte degli organismi sanitari preposti. L’avvio della campagna del vaccino non indebolisca l’impegno delle strutture sanitarie di accoglienza degli anziani, perché il diritto alla salute sia sempre tutelato, anche attraverso forme di collaborazione tra Rsa, Istituzioni sanitarie e volontariato, e lo stesso valga per ogni forma di controllo, perché sia tutelato il diritto delle famiglie di avere costantemente informazioni o incontri, con le forme previste e già sperimentate. Da cristiani, inoltre, nelle nostre parrocchie dobbiamo essere attenti in particolare a costruire prossimità, per quanto possibile, nei confronti di chi è più fragile, certamente nei confronti di chi è anziano e solo, nella consapevolezza che la vicinanza è parte del percorso di cura». —
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