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Per la giovane lupa Ginevra nuova vita al Parco del Delta. Con lei anche due “amici”

Mariacarla Bulgarelli
Per la giovane lupa Ginevra nuova vita al Parco del Delta. Con lei anche due “amici”

Il nostro territorio si è arricchito di un animale molto particolare. L’investimento nelle Marche, le cure, poi la libertà ritrovata 

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C’è una nuova ospite nel Parco del Delta del Po, la lupa Ginevra. La sua storia parte da lontano, infatti, grazie alla collaborazione consolidata con la Regione Marche, il 27 ottobre 2019 il centro tutela fauna del Monte Adone (info all’indirizzo www.centrotutelafauna.org) è stato contattato per un cucciolo di lupo ferito di circa sei mesi.

L’INCIDENTE

La lupa era stata investita nella provincia di Macerata e recuperata dal Cras (Centro di recupero animali selvatici regionale) Marche, è stata ricoverata all’ospedale veterinario dell’Università di Camerino e poi trasferita presso il centro. Le condizioni in cui versava l’animale erano critiche, aveva una frattura al femore e all’omero destri, una alla mandibola e anche una frattura a carico della prima vertebra cervicale. Inoltre, la bestiola era affetta da parvovirosi, una malattia infettiva trasmessa dal cane, da cui è guarita dopo circa tre settimane.

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Il periodo di degenza è stato molto impegnativo, all’interno dell’area Just freedom del Centro fauna Monte Adone, dove Ginevra era assieme a un’altra cucciola. Dopo più di due mesi all’interno del Centro la giovane lupa ha recuperato oltre due chili di peso, la muscolatura e un’ottima deambulazione, così è stato possibile rilasciarla, il 7 gennaio 2020, dotata di un radiocollare gps Iridium.

LA NUOVA VITA

Ginevra per circa due mesi dopo il rilascio è rimasta nel territorio del suo branco, per poi iniziare un viaggio lungo (dispersal) alla ricerca di un suo territorio. Durante il suo percorso è entrata nel Parco naturale del monte San Bartolo, dove ha incontrato altri due lupi che come lei sono tornati in libertà dopo un periodo di cure al Centro fauna Monte Adone. Dal dicembre scorso Ginevra è entrata nel territorio del Parco regionale del Delta del Po e della Riserva statale duna costiera Ravennate e Foce del torrente Bevano, gestita dal Reparto carabinieri Biodiversità Punta Marina.

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Grazie al monitoraggio oggi si può affermare che in 353 giorni di libertà ha percorso 2.200 km. L’ente Parco del Delta del Po è referente tramite il direttore Maria Pia Pagliarusco per il monitoraggio per tutta la macro area del Delta. Mattia Lanzoni, biologo del Parco, spiega: «La collaborazione degli Enti è indispensabile per il raggiungimento d’importanti risultati come questo: mantenere questa specie protetta». —

Mariacarla Bulgarelli

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