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Ciclabili nel Ferrarese Gioie e dolori della viabilità green

Ciclabili nel Ferrarese Gioie e dolori della viabilità green

Lungo il Burana asfalto da rifare, sulla Destra Po mancano i servizi Raccordi tra il capoluogo e il territorio: male verso est e verso sud

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Basta digitare “Ferrara bici” su Google per trovarsi davanti ad una fitta rete di risultati. Percorsi urbani ed extra urbani, pacchetti turistici, itinerari ipotetici, anelli, tracciati e collegamenti tra città e provincia. Districarsi tra le linee che compaiono sullo schermo, che cambiano colore e fattura a seconda del tipo di percorso, non è impresa da poco. Secondo gli ultimi dati della Provincia, infatti, sono 460 i chilometri suddivisi tra piste ciclabili in sede propria, piste ciclabili in corsia riservata e percorsi in sede promiscua (bici, pedoni). Se a questi si aggiungono i tratti degli itinerari ciclabili a viabilità promiscua, ovvero strade a bassa percorrenza, si arriva a qualcosa come 630 chilometri. Ma non è tutto oro quello che luccica. La manutenzione costa cara e non sempre le amministrazioni riescono a intervenire per mantenere curati i vari tratti. Fatta eccezione per le ciclabili del Burana e la Destra Po, due itinerari a lunga percorrenza che attraversano la provincia (la prima da Ferrara a Bondeno e la seconda da Stellata a Gorino), non ci sono altre vie ad intera, o quasi, disposizione dei ciclisti.

FERRARA-BONDENO

La ciclabile del Burana, una delle più apprezzate anche e soprattutto per gli alberi che si stagliano lungo il percorso e consentono lunghe pedalate all’ombra, avrebbe bisogno di interventi di asfaltatura. In diversi punti, sia all’inizio in zona Diamantina sia verso il territorio matildeo, l’asfalto è danneggiato dalle radici cresciute sotto il manto stradale. Nel tempo si sono creati dossi e crepe che possono rappresentare un pericolo per i ciclisti, soprattutto in autunno quando le foglie coprono l’asfalto e non si distinguono più i tratti dissestati.

STELLATA-GORINO

La ciclovia Destra Po si estende per 125 chilometri; un percorso che dalla Rocca Possente arriva al mare. Peccato però che, oltre a tratti ormai vetusti, i frequentatori debbano fare i conti con serivizi quasi inesistenti. L’ultima fontana si incontra a Francolino dopodiché, per trovare un altro punto ristoro lungo la pedalata, si deve necessariamente scendere dall’argine. Questo implica un allungamento del percorso e in certi casi anche una perdita di tempo. Prima i ciclisti potevano contare sull’area attrezzata a Ro ma, ora, sia il classico Mulino del Po sia il Bicigrill, attendono di essere risistemati. Gli enti che potrebbero intervenire per installare fontane o aree di sosta (panchine e tavolini) sono la Provincia e i comuni lungo cui corre la Destra Po, previo però accordo con la Soprintendenza. Considerato però il momento di riorganizzazione della Provincia e le poche risorse economiche a disposizione, si sta costruendo un piano di manutenzione straordinaria per le ciclovie di competenza della Provincia che sono Burana e, appunto, Destra Po. Almeno la segnaletica è ancora in buono stato ma sarebbe bello che quest’anno, a vent’anni dall’inaugurazione, qualche intervento di miglioria venisse fatto.

PUNTI CRITICI A FERRARA

L’area urbana di Ferrara può contare su circa 150 chilometri di ciclovie, praticamente 1,14 metri per abitante, ed è tra le prime città italiane con più densità di piste ciclabili in rapporto alla popolazione. Tra progetti ormai ultimati e buoni propositi per il futuro, non passano inosservate le criticità esistenti. Il problema principale è sicuramente il collegamento del centro città con le ciclovie della provincia. Verso est (direzione Comacchio) è quasi impossibile usare la rotatoria di San Giorgio e allora si percorre il ponte di via Briosi che porta in via Comacchio; la pista si interrompe all’altezza del Conad dopodiché si entra nel traffico della provinciale 1. Verso sud-est (direzione Ravenna) percorrere via Ravenna in sicurezza è impossibile; occorre imboccare la provinciale 65 a Gaibanella passando per Aguscello; possibile anche utilizzare via Fabbri fino a Torre Fossa ma la strada è stretta e molto trafficata. Infine, verso sud (direzione Bologna), si esce dalla città è attraverso via Arginone. Il tratto dopo il carcere, però, è stretto e la velocità dei mezzi sostenuta.

CANTIERI APERTI

A febbraio dovrebbero terminare, malgrado i ritardi, i lavori alla ciclabile che collega Borgo Punta al centro commerciale le Mura. Il primo tratto è stato ultimato, manca il secondo. Il percorso dovrebbe continuare fino a Baura ma questa terza parte è in fase embrionale. Ancora in corso i lavori per la ciclabile verso Cona. Di prossima costruzione, invece, la pista ciclabile di sei chilometri che dal centro storico, passando per via Modena, porterà all’inizio della ciclovia Burana. —

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