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E adesso la caccia alle altre “D” Dopo droga e denaro, donne e Dio

E adesso la caccia alle altre “D” Dopo droga e denaro, donne e Dio

Dal blitz di ottobre, nuove indagini in città degli inquirenti su vari fronti Dallo sfruttamento alla prostituzione agli altri clan criminali e religiosi  

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il punto

Droga e denaro sono state riscontrate nell’inchiesta contro gli Arobaga: sono due delle “d” che contraddistinguono le mafie nigeriane, le attività dei clan che anche a Ferrara esistono, fanno affari e si scontrano, arrivando agli ordini di uccidere i rivali (vedi sopra). Il clan degli Arobaga è ormai decapitato, in città, con tutti i capi e i gregari in carcere: dal Coordinator al più basso, in scala gerarchica, dei Norseman (spacciatori di livello).

Ora dopo il blitz che ha annullato questo clan, le indagini si concentrano sugli altri, in primo piano gli Eye. Il clan rivale degli Arobaga, protagonisti di risse, scontri, regolamenti di conti per la divisione delle piazze di spaccio in città e divise da regole e obblighi imposti dai diversi culti, con implicazioni anche “religiose”, per i vari riti di affiliazione e qui si scomoda la terza”d” del loro Dio.

Indagini difficili, però, in questi tempi, di quasi lockdown che non consentono libertà investigative, e di fatto c’è un rallentamento di questo tipo di indagine: meticolose, lunghe, articolate e che richiedono sforzi importanti di mezzi e uomini.

Vale a Ferrara come in tutta Italia, anche se - spiegano gli addetti - lo stesso Sco (servizio centrale operativo della Polizia di Stato) da tempo ha dato la priorità allo studio, verifiche e inchieste sulle varie mafie nigeriane in Italia con un coordinamento di tutte le indagini italiane, visti i continui legami tra i clan mafiosi nigeriani: ricordiamo, ad esempio, che il gruppo di Ferrara era collegato in modo verticistico a Torino, Padova, Parma e il Nord Italia. Per questo motivo le indagini vanno avanti: una che si chiude ne fa aprire un’altra e così via. A Ferrara, come spiegavano gli stessi inquirenti, in primis il dirigente della Squadra mobile della Polizia, Dario Virgili, dopo il blitz di ottobre si sarebbero orientate alle verifiche sulla tratta delle nigeriane, lo sfruttamento della prostituzione tramite le maman: e non a caso tanti i casi scoperti, indagati e chiusi in città. Ma occorre trovare la “colla” che li unisce: questo è l’obiettivo. Perché, spiegano gli addetti sottolineando l’impegno dello Sco, ciò che sta emergendo è il quadro di uno ‘Stato dentro lo Stato’, con proprie regole e totalmente incurante di leggi e basilari norme di convivenza civile. —

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