Il forno di Ferrara Tua amplia l’apertura per aiutare il Veneto
Sale la pressione sui due forni inceneritori del Ferrarese a causa dell’aumento delle richieste di cremazioni da fuori provincia. Non siamo ai livelli della primavera scorsa, con lo choc delle carovane di camion da Bergamo, ma in particolare la chiusura per manutenzione dell’impianto di Vicenza sta dirottando a Ferrara e Copparo un considerevole flusso di salme. L’impianto di Copparo ha deciso un paio di giorni fa, per questo motivo, di rimanere aperto giorno e notte, «a Ferrara non siamo arrivati a questo ma già da diverso tempo abbiamo portato sui tre turni il funzionamento del nostro impianto - spiega Fulvio Rossi, direttore di Ferrara Servizi - Stiamo lavorando su 25-30 salme al giorno, normalmente il nostro forno ne riceve meno di 20. La priorià, è bene sottolinearlo, è ai locali, che anche in questa situazione non devono attendere più di un paio di giorni».
I lavori di sistemazione al forno di Vicenza dovrebbero concludersi a metà mese, quindi dalla prossima settimana l’impianto è atteso riprendere la sua funzionalità, con consistente riduzione degli invii nel Ferrarese. Non è detto, però, che il lavoro extra per il forno del capoluogo sia finito, in quanto stanno arrivando diverse telefonate di richiesta di aiuto da parte di altri capoluoghi emiliano-romagnoli, a partire da Reggio. Si tratta di poche unità, tuttavia è una spia delle crescenti difficoltà che la diffusione del contagio sta portando anche nel settore delle onoranze funebri.
Per quanto riguarda il territorio provinciale, la seconda ondata della pandemia non ha fatto finora scattare allarmi nelle strutture cimiteriali. «Abbiamo in effetti da gestire qualche intervento in più, ma siamo nell’ordine di poche unità al giorno» è il conteggio di Rossi. Di conseguenza, una volta esaurito il picco di richieste derivato dal blocco dell’impianto vicentino, è probabile che la marcia del forno della Certosa non si discosti dalla normalità. A Copparo, invece, il sindaco ha appena firmato l’ordinanza per consentire a Gecim la marcia sulle 24 ore dell’impianto. —
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