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«Da cassaintegrata ho riscoperto la pulizia spiagge Qui trovo di tutto»

Sergio Armanino
«Da cassaintegrata ho riscoperto la pulizia spiagge Qui trovo di tutto»

Il racconto di una “raccoglitrice” sul litorale di Lido Volano Un ritorno alle origini e un servizio gratuito alla natura ferita

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Sergio Armanino

LIDO VOLANO. Qualche aspetto positivo, in questa insopportabile e tragica pandemia, doveva pur esserci. Pur rimanendo preponderante, e di gran lunga, l’immane tragedia umana ed economica, ecco un raggio di sole. Ne è perfetta sintesi una volontaria che opera sulle spiagge a Lido Volano, che ha riscoperto una passione già avuta da adolescente: la salvaguardia dell’ambiente, il suo rispetto.

L’OCCASIONE

«Sono in cassa integrazione, sono di Codigoro, ma vivo a Bologna da 18 anni e lavoro in un albergo che è chiuso. A Lido di Volano i miei genitori hanno casa e allora sono qui. Sono sempre stata attenta all’ambiente - racconta la nostra interlocutrice, che preferisce non mettersi in primo piano -, la prima pulizia delle spiagge l’ho fatta a 17 anni con Legambiente: venerdì ne compio 50...».

Ecco, allora, che l’occasione fa riemergere la sensibilità ambientale: «Visto che è casa mia, vado a pulire. Poi, ho incontrato una signora e lo facciamo assieme, poi se ne sono aggiunte altre... Adesso - racconta la volontaria - collaboro con “Plastic free”, ma anche in passato e per anni ho svolto volontariato: questa associazione pulisce “il mondo”, ma c’è anche il gruppo scuole che va a dare informazione ai bimbi, c’è il gruppo diving che va a pulire i fondali».

SULLA BATTIGIA

Ecco, torniamo al mare e alle pulizie sul litorale dei giorni scorsi: «Con le mareggiate sono arrivati in spiaggia tanti flaconcini siringabili, roba vecchia, si vede dai loghi, poi bottiglie di sciroppo... stiamo cercando di capire da dove potrebbe arrivare. Anche prodotti nuovi, con scadenza 2022, ma per lo più vecchia: l’idea è che sia materiale veterinario buttato nei fossi: siamo alla foce del po, potrebbe arrivare da ovunque».

Chiunque può unirsi ai “raccoglitori”, i referenti per Plastic free sono Barbara Simoni ai Lidi e Lalla Felletti per Ferrara ed Emilia Romagna.

«Mi ricordo la mia prima raccolta - riprende il racconto - erano reti, guanti, stivali, cassette di legno, roba da pescatori: anche adesso, ma troviamo reti per cozze, polistirolo, plastica, taniche. Trovo incredibile che proprio loro, che lavorano e vivono con il mare, lo inquinino così. Certo, che i prodotti di plastica gli siano stati imposti e costino meno è vero, ma questo mi sconforta. È un anno che faccio pulizie, ho un camper, prima del lockdown andavo ai Lidi ravennati, quindi Casal Borsetti, Marina Romea, agli scogli tiravo su cose di 30 anni fa: la plastica non degrada mai...».

LE RACCOLTE

Plastic free, però aveva bloccato le raccolte: «Bisogna chiedere l’autorizzazione, assicurarsi, usare i sacchi apposta... poi è subentrato anche il problema degli assembramenti, così adesso andiamo da soli o in coppia con mascherina e distanziamento. È praticamente un anno che faccio raccolte, da sola o, quando si può, con altri. E continuo a trovare cose dei pescatori e quello che scende dal Po, che ci ha messo anche 30 anni ad arrivare in spiaggia, a parte le bottiglie di plastica. Tantissima roba anni ’80: non so se le inondazioni nel Modenese hanno portato via cose da qualche discarica... Una volta - ricorda la volontaria - trovavo tantissimi bossoli, flaconcini per colori per intonaci di provenienza chiaramente illecita, ossia scaricati in discariche abusive e così dispersi nell’ambiente». —

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