Imprese allo stremo «Occorre fare sistema per soluzioni efficaci»
Sostenerle le imprese messe in ginocchio dalla crisi pandemica «in tutti i modi possibili, attraverso provvedimenti rapidi ed efficaci».
È la richiesta-appello di Unioncamere Emilia Romagna alle istituzioni. Perché, «la resilienza dimostrata in tutti questi mesi ormai non basta». Serve, al contrario «la consapevolezza che le risposte non possono essere date singolarmente, ma mettendo in rete il sistema, condividendo obiettivi di breve e di medio-lungo termine e suddividendo per compiti e funzioni le azioni e gli interventi».
L’analisi sullo stato dell’economia regionale che emerge dagli approfondimenti dell’Ufficio studi di Uniocamere non fa che confermare «una situazione di pesante e diffusa crisi, senza precedenti». Le Camere di Commercio «hanno operato e stanno operando sui territori insieme alla Regione Emilia-Romagna, d’intesa con le associazioni di categoria, per cercare di attutire gli effetti di una crisi profonda come mai dal dopoguerra». A inizio pandemia c’è stato «lo stanziamento di 6,5 milioni di euro a integrare quello della Regione, per erogare contributi per l’abbattimento dei costi per l’accesso al credito delle imprese, attraverso il sistema dei Confidi. Come pure altre risorse delle Camere di Commercio sono state utilizzate per contributi a progetti di internazionalizzazione».
Ultimo in ordine di tempo è l’intervento attuato tramite la convenzione stipulata da Unioncamere Emilia-Romagna con la Regione, «e diretto a gestire i circa 21,3 milioni di euro ricevuti dal Governo per i ristori ai pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, affidandone la gestione alle Camere di Commercio, che faranno i singoli bandi in ogni provincia».
Ora l’impegno è di far arrivare alle imprese i ristori il più velocemente possibile.
«Sappiamo bene - continua Unioncamere - che i ristori rappresentano un contributo insufficiente a coprire le perdite di incassi e fatturato. Il nostro impegno è volto ad accelerare il più possibile i tempi di erogazione e di supportare le imprese con servizi, iniziative e interventi che possano contribuire a resistere e a consolidare la presenza su tutti i mercati e per agganciare la ripresa, non appena ve ne saranno le condizioni».
Lo scenario che si apre nel prossimo futuro, continua Unioncamere è «a tinte fosche, a partire dal problema del lavoro e dell’occupazione che si aggraverà nei prossimi mesi. Dobbiamo però guardare avanti, consapevoli che il nostro futuro dipende da noi, dalla nostra capacità di resistere e di riprendere, dalle scelte di riposizionamento e sviluppo che faremo, imprese e istituzioni assieme».
Da qui anche la volontà di contribuire «alla stesura e alla sottoscrizione del nuovo “Patto per il Lavoro e il Clima” e, come Sistema camerale, faremo la nostra parte per darvi concreta attuazione, anche dando seguito agli impegni assunti con l’Accordo quinquennale 2021-2025 sottoscritto con la Regione, con la messa a disposizione e a sistema di esperienze, competenze, know how e risorse».
Trasformazione digitale del sistema produttivo, semplificazione amministrativa, internazionalizzazione, lavoro e formazione al lavoro, sostegno all’accesso credito e promozione della cultura d’impresa e della legalità, conclude Unioncamere «sono gli ambiti che devono vederci impegnati tutti». —
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