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il focolaio nella cra 

Paradiso, primi passi dell’indagine I parenti degli ospiti: «Fate presto»

D. P.

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L’esposto era stato presentato prima di Natale, alla procura di Ferrara, da parte di un gruppo di familiari di anziani ospiti della Residenza Paradiso: si chiedeva ai magistrati di far luce sull’assistenza degli ospiti, sull’improvvisa crescita di casi di positivi, un focolaio all’interno della Residenza Paradiso fino a pochi mesi Covid free, dove invece a fine anno scorso venivano conteggiati 94 ospiti positivi su 104 così come contagiati erano decine di operatori sanitari. L’esposto ora è diventata un fascicolo giudiziario, è stata aperta una indagine preliminare poiché la procura – come confermato ieri mattina – ha assegnato il fascicolo ad un magistrato che dovrà valutare e analizzare nel dettaglio le richieste dei familiari e svolgere i primi accertamenti. Familiari che proprio ieri avevano inviato una lettera aperta allo stesso procuratore capo Andrea Garau (e per conoscenza al ministro di Giustizia e al Csm).

Nella lettera chiedevano conto degli sviluppi in procura dopo il deposito dell’esposto, che come confermato ieri mattina ha già mosso i primi passi. Spiegano nella lettera al procuratore capo che «la situazione dei nostri anziani genitori sta diventando troppo pesante e disumana: adesso, che qualche volta possiamo vederli in videochiamata, è allucinante». «Sono – continua la lettera – non solo provati dalla malattia ma svuotati, incapaci di parlare, gridano, molti non mangiano e si lasciano morire». Una lettera appello ai magistrati, che ora come da prassi potranno attivarsi, anche sulla richiesta di sequestro di documentazione sanitaria sollecitata appunto dall’esposto. Perché aggiungono i parenti nella lettera «siamo impotenti, ma non possiamo più’stare a guardare, non ce la facciamo più». Ricordano appunto il dato allarmante, fissato al 31 dicembre scorso quando risultavano 94 positivi su 105 e ad oggi ben 11 decessi per Covid. «E positivi anche personale e amministrativi, mentre quasi ogni giorno si cominciano a contare i morti», scrivono preoccupati: «Non sappiamo se i nostri familiari siano accuditi in modo adeguato poiché ci giungono voci allarmanti». Quindi la chiusura della lettera chiedendo «per cortesia, in nome della Giustizia che rappresenta e in nome dei diritti umani, del diritto alla salute e del diritto alla cura dei più fragili, di fare presto». Lo stesso legale che li rappresenta, Piero Giubelli, spiegava ieri mattina che «pur comprendendo le esigenze del segreto istruttorio, auspicherei si sappia a chi siano stato assegnate le indagini, per tranquillizzare le famiglie sul fatto che la procura si è già mossa tempestivamente e avere un soggetto al quale riferirsi per rendere testimonianza». Testimonianze copiose che i parenti degli ospiti stanno raccogliendo sul proprio profilo Facebook. Mentre le testimonianze degli operatori interni della Residenza Paradiso, riportate dalla Nuova Ferrara, rassicuravano che all’interno della Residenza «per garantire assistenza e aiuto al personale neoassunto svolgiamo volontariamente orari oltre il turno stabilito». Criticando la richiesta di revoca dell’accreditamento «poiché non è tra gli interessi dei lavoratori» replicavano al sindacato Fpi Cgil che lo aveva chiesto: «Per noi la Cra ha ben gestito il focolaio, con gli stessi protocolli e gli stessi Dpi, ritornando in breve tempo Covid free». –

D. P.

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