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Celanese: con l'offerta Benvic riassorbiti 27 lavoratori su 67

Celanese: con l'offerta Benvic riassorbiti 27 lavoratori su 67

Incontro tra direzione, sindacati e Regione: con la conclusione della vendita e al netto delle masetranze che resteranno nello stabilimento di via Marconi, resterebbero da ricollocare 5 o 6 lavoratori

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FERRARA. Saranno 27 i lavoratori di Celanese, sui 67 complessivi, a essere riassorbiti da Benvic. E' quanto è emerso all'ultimo incontro tra le organizzazioni sindacali, la Regione e il vicepresidnte manufactoring della società statunitense, Christo Zemering, che ha comunque puntualizzato che con la conclusione delle operazioni di vendita dello stabilimento di via Marconi, e al netto delle maestranze che resterebbero in Celanese, resterebbero da ricollocare 5 o 6 lavoratori.

La delegazione sindacale, pur riconoscendo in premessa l’importante lavoro effettuato dalle parti per ricercare una conclusione positiva sull’intera vertenza, che coinvolge oltre al sito di Marconi gli importanti investimenti sugli impianti di Celanese Forlì e di piazzale Donegani, e condividendo sin dall’inizio i criteri di individuazione del potenziale acquirente, ha chiesto conto dei contenuti delle altre due offerte di acquisizione presentate alla società e mai chiarite, ricordando come almeno una di queste, come è emerso durante i precedenti incontri con la Direzione aziendale, contenesse la proposta di assorbimento di tutto il personale. Proposta quest’ultima che consentirebbe, se confermata, e sostenuta da un progetto a lunga scadenza di permanenza nel sito produttivo, di salvaguardare tutti i posti di lavoro in una realtà difficile come quella del territorio ferrarese.

"Ancora una volta il management societario, richiamandosi al patto di segretezza sottoscritto con gli offerenti, non ha reso noti né i nomi né i contenuti delle altre due proposte di acquisto ritenute meno credibili", annotano i sindacati

Da parte sua, l'assessore regionale Vincenzo Colla, pur ritenendosi soddisfatto dei progressi nella trattativa, ha chiesto all’azienda “un ultimo sforzo per lavorare a una soluzione che dia una risposta con la garanzia di continuità occupazionale a tutti i lavoratori del sito di via Marconi”. Ha invitato quindi le parti a iniziare il lavoro su un testo che formalizzi l’accordo, in modo che le garanzie sul progetto industriale e sull’occupazione siano ufficializzate prima della vendita. Per questo il tavolo verrà riconvocato in regione tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio.

I sindacati infine ribadiscono che resta "tuttavia indispensabile indispensabile e preliminare fare piena chiarezza sulle proposte dei pretendenti all’acquisizione dello stabilimento di via Marconi affinchè si diano risposte convincenti alle domande dei lavoratori e si intraprenda la soluzione più coerente con gli obiettivi condivisi tra parti sociali e istituzioni".

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