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Il commosso addio a Galletti «Innamorato di questa terra»

Giuliano Barbieri
Il commosso addio a Galletti «Innamorato di questa terra»

Già consigliere comunale, si era opposto a ogni forma di deturpazione  Il figlio Matteo: «Ha passato notti intere a sostenere l’idea di un ambiente sano»

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RENAZZO. Numerose persone hanno voluto partecipare ieri mattina, pur nel rispetto delle norme per il contenimento della Pandemia, al funerale di Luciano Galletti, di 69 anni e sofferente da tempo, deceduto nella propria abitazione la vigilia della Befana. In questo modo le comunità di Renazzo e XII Morelli, e non solo, hanno voluto portare l'ultimo saluto a una persona conosciuta e apprezzata e, nel contempo, dimostrare la loro vicinanza per cercare di alleviare il dolore della moglie Pinuccia e dei figli Matteo e Silvia.

IMPEGNO CIVILE

Oltre ad essere stato, in passato, consigliere comunale a Cento Luciano Galletti era uno dei fondatori del comitato locale NoC2c e molto attivo nel coordinamento del comitato Cispadana No, autostrada Si strada a scorrimento veloce. In questa battaglia aveva anche studiato un percorso alternativo nel tentativo di trovare una soluzione per far in modo che l'infrastruttura, nell'attraversamento del territorio centese, avesse un impatto ambientale minore.

In attesa dell'inizio del rito funebre la gente ricordava, con affetto e riconoscenza, l'impegno profuso da una persona, a difesa del territorio, animato solo dal desiderio di cercare di avere un mondo migliore per le generazioni future.

LO STRISCIONE

Al suo arrivo il feretro è stato accolto, sul piazzale della chiesa, dal fratello don Marcello Galletti che è stato anche il celebrante del rito funebre. Tra i tanti presenti c'erano anche i componenti del comitato No Cispadana con uno striscione che ricordava l'impegno svolto per cercare che questa infrastruttura avesse un basso impatto ambientale nel centese.

«Pur nel dolore - ha detto nel corso dell'omelia don Marcello - siamo qui riuniti per pregare, e salutare, congedo dalla vita terrena di Luciano che ha raggiunto la pace. La nostra vita è un cammino verso l'incontro con Cristo per ricevere il frutto della vita eterna».

LA SOLIDARIETÀ

Luciano «non ha voluto tenere tutto per se i doni della vita ma, grazie alla sua grande generosità - ha ricordato il sacerdote - , ha voluto partecipare alla vita comune, per il bene di tutti, per cercare di svilupparla e migliorarla. Facciamo nostro l'impegno di Luciano verso l'ambiente e la bellezza. Possa ora vedere il volto di Gesù e abitare nella sua casa».

Per ricordarne la memoria i familiari hanno rivolto un invito a devolvere offerte a Ant-Onlus.

«Mio padre - ha detto il figlio Matteo nel saluto finale - mi ha insegnato tante cose belle e, particolarmente, spendermi con impegno a favore della comunità. Per la Cispadana ha speso tante notti per sostenere l'idea di salvaguardare l'ambiente».

L’ULTIMA BATTAGLIA

E anche «nell'ultima battaglia, quella della malattia, non si è mai arreso - ha ricordato Matteo - e non ha mai smesso di ricordarmi che devo sempre fare qualcosa anche per gli altri».

All'uscita dalla chiesa i presenti hanno circondato il feretro, come per un ultimo grande abbraccio, prima della partenza per l'ultimo viaggio verso l'Ara crematoria di Ferrara. —

Giuliano Barbieri

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