Istituti chiusi a Comacchio I sindacati al sindaco: «Quali le reali ragioni?»
comacchio. Negli ultimi giorni il sindaco di Comacchio Pierluigi Negri e l’assessore alla Pubblica istruzione Maura Tomasi si sono trovati in una situazione difficile e delicata che ha visto un numero molto alto di bambini che frequentano le medie e le elementari del capoluogo risultati positivi al Covid. I contagi sarebbero avvenuti durante le vacanze di Natale, ma comunque i genitori di tutti gli istituti del territorio si sono divisi un due fazioni: coloro che vogliono che la scuola resti aperta e coloro che chiedono la didattica a distanza.
Sulla questione intervengono le organizzazioni sindacali Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola Rua.
in presenza
«La scuola, l’istruzione, sono un diritto che va garantito e per farlo esiste la scuola in presenza. È quello il luogo in cui si costruiscono le relazioni sociali, base fondamentale per il futuro delle ragazze, dei ragazzi, delle bambine e dei bambini», la premessa dei sindacati. «Ancora oggi ribadiamo che vanno profusi tutti gli sforzi affinché essa torni ad essere, per tutti, in presenza e in sicurezza».
E aggiungono, «consapevoli che il diritto allo studio debba essere garantito tanto quanto il diritto al lavoro, come organizzazioni sindacali affermiamo con forza che il rispetto dei protocolli per la sicurezza nei luoghi di lavoro è il punto cruciale per poter garantire il diritto al lavoro, il diritto allo studio».
Per far si ché prendano il via le misure di sicurezza «è necessario investire adeguate risorse economiche e umane. La sicurezza è attuata quando tutti gli attori coinvolti rispettino nei modi e nei tempi le procedure. È anche per questi motivi che nelle scuole, fin da subito, ci siamo preoccupati di chiedere tavoli di contrattazione all’interno delle scuole per dare gambe alla sicurezza nei luoghi dell’istruzione».
a comacchio
«Dalle pagine della stampa locale di questi giorni è evidente come vi sia un aumento importante dei contagi che sta colpendo la zona del territorio comunale di Comacchio e abbiamo appreso che due plessi scolastici resteranno chiusi fino al 23 gennaio - sottolineano dalle organizzazioni sindacali -. Sulla base di questo facciamo alcune considerazioni: al momento dell’uscita dell’ordinanza (9 gennaio), gli istituti scolastici provenivano da un lungo periodo di chiusura. Questa condizione sicuramente sembra non aver prodotto lo sviluppo di focolai riconducibili alla scuola in quanto chiusa dal 23 dicembre al 7 di gennaio».
«È evidente che per i protocolli previsti da Asl, nessun alunno o personale scolastico sottoposto a quarantena poteva rientrare a scuola alla data dell’8 gennaio. Aggiungiamo ancora, che fin dal mese di settembre l’Istituto comprensivo di Comacchio (Fattibello) e l’istituto superiore Remo Brindisi hanno discusso e condiviso con le organizzazioni sindacali di categoria, con le Rsu, e con i rappresentanti della sicurezza nei luoghi di lavoro, il protocollo di sicurezza adottato all’interno della scuola così come previsto dall’accordo».
Proprio da quei protocolli ne discende una modalità di comportamenti da osservare all’interno degli Istituti e dall’inizio dell’anno, in maniera rigorosa personale Ata e personale docente «hanno garantito il rispetto delle regole». Alla luce delle considerazioni fatte «ci chiediamo quali ragioni abbiano spinto il sindaco ad emettere il provvedimento di sospensione delle attività didattiche». —
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