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i lavori per 16 milioni 

La Pinacoteca in Castello Ieri il summit per il progetto

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Il progetto per allestire ampi spazi per la Pinacoteca nazionale in Castello prosegue spedito. Si va avanti, un passo dopo l’altro, pur in un mare di difficoltà non solo burocratiche. Ieri si è tenuto un importante incontro in video conferenza tra il settore tecnico dell’amministrazione provinciale e la direttrice della Gallerie Estensi, Martina Bagnoli, ente che gestisce anche la Pinacoteca nazionale di Ferrara per metere a punto i progetti per il prossimo trasferimento. Saranno spazi già individuati al secondo piano del Castello e che aumenteranno ulteriormente il percorso museale con una vista dall’alto ancora più bella rispetto al piano nobile.

IL PUNTO

Durante l’incontro sono stati illustrati i temi squisitamente tecnici dell’operazione, con sale del secondo piano, attualmente adibiti ad uffici che dovranno essere riarredate per esigenze museali. Per questo occorrerà anche mettere mano all’impiantistica per assicurare alle opere esposte il maggior grado di conservazione dia durante la stagione calda che l’inverno. In un secondo momento, come precisa la direttrice Bagnoli, sarà compito della Pinacoteca individuare poi le attività da svolgere in quei nuovi spazi in Castello, dai laboratori, alle mostre espositive.

Doppio progetto

Il progetto post sisma per la riqualificazione e consolidamento del Castello, si coniuga con la trasformazione del secondo piano non più da adibire ad uffici ma a sale museo, proprio in prospettiva di un futuro insediamento di una succursale della Pinacoteca nazionale di Ferrara. Considerando tempi tecnici un po’ più lunghi del solito in questa fase emergenziale, il cantiere potrebbe scattare probabilmente a fine 2021. Già nella prima parte di quest’anno verranno smantellati quasi tutti gli uffici che si trovano al secondo piano per riallestire gli spazi con sale più ampie e capienti

Il lato Sud

I grigi uffici, che si trovano attualmente posizionati nel lato sud del Castello, lasceranno campo libero all’allestimento in quel settore di due grandi sale, seguendo le volte originali. Superficie quindi più adatte e conformi ad ospitare opere d’arte e mostre per quella che diventerà la succursale della Pinacoteca nazionale. Gli uffici della Provincia verranno trasferiti all’ex Cotti, quell’edificio di Corso Isonzo 105 che da tanti anni ospita assessorati e servizi dell’amministrazione provinciale, qualcuno troverà posto al lato opposto della rotatoria, dove l’ex caserma dei carabinieri è già da tempo quartier generale del settore opere pubbliche.

Il lato Est

La rivoluzione del secondo piano del Castello comporterà anche ad un intervento della sala del consiglio provinciale, da pochi anni ristrutturata. Questo non solo per rafforzarla dal punto di vista dell’antisismica e della copertura del solaio ma anche per permettere al visitatore di ammirare al meglio una porzione più vasta dei resti del giardino pensile del tardo quattrocento di Eleonora d’Aragona con un pavimento in vetro dove si potrà scorgere meglio i resti del palazzo. Sarà anche ristrutturata la sala della Torre del Leoni.

Il lato Nord

Anche qui proseguirà lo smantellamento degli uffici dell’amministrazione provinciale ma gli spazi che verranno recuperati saranno sviluppati per la didattica e per invitare scolaresche alla visione dell’arte in esposizione, potendo sfruttare tra l’altro il settore più panoramico, quello rivolto verso Ercole d’Este e il parco urbano con lo sguardo che nelle belle giornate arriva fino all’argine del Po. Anche qui non mancheranno percorsi che si coniugano con l’arte.

Il lato Ovest

Rimarrà sostanzialmente come adesso con solo gli uffici ristretti di rappresentanza della presidenza, ovviamente saranno interessati nei lavori dell’antisismica. Scale e Ascensori Verranno agevolati nel nuovo progetto i collegamento tra il primo e il secondo piano con un nuovo ascensore e il miglioramento delle tre scale d’accesso in modo da rendere più fruibili gli accessi negli spazi del Castello.

L’investimento

L’investimento vede un intervento di 16 milioni di euro: 7 derivati da un contributo della regione per l’antisismica, 7 milioni anche dal Ministero per la riqualificazione del Castello e 2 milioni per restaurare gli affreschi e gli stucchi rovinati dalle scosse di terremoto del 2012. Dopo la grande rivoluzione del 2000, la Provincia è pronta a riqualificare ancora il Castello. —

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