«Muti, Pollini e Baricco le perle Ora garantiamo la continuità»
«Ringrazio Mario Resca per il lavoro che ha svolto e per l’impegno che ha sempre manifestato. Mi auguro che, a prescindere dalle decisioni personali, che rispetto, voglia continuare a garantire, nelle forme e nelle modalità che riterrà, un contributo alla vita culturale cittadina». È un bilancio tutto a tinte chiare quello che il sindaco Alan Fabbri traccia del lavoro del manager voluto per sistemare i conti del Teatro Comunale, e caduto («prendiamo atto della volontà di rimettere il mandato» è la formula utilizzata dal sindaco) proprio su questioni di surplus di costi pluriennali, quelli del neodirettore Moni Ovadia. Restano per Fabbri i capisaldi dell’autonomia del Teatro e la continuità dei progetti.
tanti progetti
«Tanto è stato fatto in questi mesi, penso al concerto, storico, di Riccardo Muti, a quello di Maurizio Pollini, alle produzioni streaming, e tv, di Alessandro Baricco e Simone Cristicchi. Per la prima volta dai tempi di Claudio Abbado - è il bilancio del mandato Resca da parte del sindaco - il Teatro Comunale è tornato a produrre progetti artistici propri valorizzando le sue eccellenze. Con “Tempo d’estate in Castello”, inoltre, il Teatro è uscito dalle sue mura e si è aperto alla città. La programmazione delle diverse stagioni teatrali ha previsto alcune prime assolute ed ha saputo far fronte alle chiusure e restrizioni decise dal governo».
Il primo riferimento all’esigenza di girare pagina è proprio al prossimo spettacolo-evento, il 27 gennaio, quando proprio il neodirettore Ovadia e Corrado Augias parleranno, in uno spettacolo streaming, del valore della memoria, proprio in occasione del “Giorno della memoria”.
impostazione
«Confido nella collaborazione di tutti per garantire, pur nel cambiamento in corso, continuità ai tanti progetti avviati. Da parte nostra - è la posizione di Fabbri - concentreremo l’impegno per assicurare la massima trasparenza delle scelte e la più veloce transizione possibile. È inoltre mia intenzione, come fatto fino ad oggi, continuare a garantire piena autonomia decisionale al teatro, per rispetto della Fondazione, per amore della libertà e delle diverse espressioni culturali. Per questo ho voluto scindere la presidenza della Fondazione dalla figura del sindaco, diversamente dalle prassi adottate in passato. Il teatro comunale è una risorsa inesauribile, una grande opportunità per Ferrara e ha una storia gloriosa».
Non si può però prescindere dal coronavirus, «purtroppo la cultura sta subendo le pesanti penalizzazioni di un periodo difficile e colmo di incertezze. Deve essere interesse di tutti - è la conclusione del sindaco - lavorare, ancor più in questo momento, per la città, per la cultura e per garantire al nostro teatro il prestigio, l’ottima visibilità e iniziative all’altezza del suo nome e della sua storia». —
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