I dipendenti sono preoccupati «Continuità con il lavoro fatto»
La Slc Cgil promuove l’attività svolta in piena pandemia: cambiato tanto per salvare il Teatro da un possibile declino E il reddito è stato tutelato
Ad assistere al ribaltone del Comunale ci sono i dipendenti, la cui preoccupazione filtra dalle prese di posizione dei sindacati, che vedono anche un altro rischio, derubricato scaramanticamente in «improbabile ipotesi»: la perdita di autonomia della Fondazione a causa di conflitti d’interessi.
La presa di posizione dei rappresentanti dei lavoratori del Teatro, l’indomani della bufera innescata dall’addio ai Mario Resca e a gran parte del Cda, è firmata da Ida Mantovani (Slc Cgil). La «forte preoccupazione per la situazione della Fondazione del Teatro Comunale Abbado» guida la riflessione sindacale, in particolare perché la vicenda scoppia «in un momento grave, dove ormai dall’anno scorso la pandemia ha colpito in modo pesante tutto il mondo dello spettacolo e della cultura».
Si parte da una valutazione tutto sommato positiva del lavoro svolto con gli amministratori uscenti, soprattutto dopo la prima ondata della pandemia e la conseguente, inedita, chiusura del Teatro e soppressione di tutti gli spettacoli. «C’è stata una grande capacità di rimboccarsi le maniche con inziative di prestigio e di rilancio - sottolinea la Cgil - Questa strada maestra riconosciuta da tutti non è stata facile e semplice, ha significato un’organizzazione del lavoro diversa anche con nuovi compiti per i dipendenti e l’utilizzo di strumenti diversi per diffondere quanto prodotto, oltre a significative innovazioni, rilanciando e salvando il nostro Teatro da un possibile declino, con la consapevolezza di non scaricare i problemi sempre e solo sul lavoro». Tanto più che il ruolo pubblico di sostegno è collegato, in una città come Ferrara, alle attività turistiche e commerciali messe in ginocchio dal coronavirus.
Per questo, è il primo punto fermo dei rappresentanti dei lavoratori, «in una condizione ancora drammatica, si auspica una continuità di quanto svolto positivamente ma si cambia tutto. Non c’interessa entrare nelle questioni di ambito politico - sottolinea la Cgil - ma dovrà essere chiaro fin da ora che nulla di quanto si è letto sulla stampa ha interessato finora la vita di uomini e donne che stanno lavorando nel nostro Teatro con passione ma anche preoccupazione». Fino ad oggi, tra le altre cose, erano state cercate tutte le soluzioni possibili a garanzie del reddito dei dipendenti.
Il secondo punto evidenziato dai rappresentanti dei lavoratori è evidentemente collegato a quanto emerso dalle denunce del Cda, cioè il protagonismo assoluto nelle scelte da parte di Vittorio Sgarbi, formalmente “solo” presidente di Ferrara Arte, con l’avallo di Fabbri: «Non vorremmo che alla fine di tutto si prefiguri l’improbabile ipotesi che la Fondazione Teatro comunale non abbia avrà più alcuna autonomia e indipendenza», in quanto la vicenda « e la Scl Cgil di Ferrara spera proprio di no, sembrerebbe il prodotto di ipotetici conflitti d’interessi». —
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