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BOSCO MESOLA 

La nuova bretella pronta ad aprire Più libertà e ordine per piazza Vittorio

Lorenzo Gatti
La nuova bretella pronta ad aprire Più libertà e ordine per piazza Vittorio

L’intervento da 300mila euro è stato portato a termine Il progetto aveva dato luogo a uno scontro in consiglio

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bosco mesola. Anche se l’inaugurazione è stata rinviata per motivi sanitari, è ormai imminente l’apertura al traffico della nuova “bretella”, che collega via Palmiro Togliatti a via Cristina a Bosco Mesola. Un’opera importante, dal costo di 300mila euro che ha fatto discutere e che a chiudere l’anello intorno al centro della frazione, così da bypassare la piazza Vittorio Veneto.

i lavori

«Con questa opera chiudiamo un cerchio intorno all’abitato di Bosco perché, insieme alle circonvallazioni di via XI Settembre 2001 e di via Sacche, completiamo l’anello che gira intorno al paese e permette di bypassare il centro; aveva spiegato il sindaco Gianni Michele Padovani descrivendo l’apertura del cantiere nei mesi scorsi.

L’intervento rientra tra i lavori per la messa in sicurezza della piazza sia per quanto riguarda il mercato settimanale che per tutte le iniziative che prevedono la chiusura della stessa. È un’opera da 300mila euro, di cui 180mila di lavori ed il resto di progettazione, opere di urbanizzazione ed Iva.

Per quanto riguarda i lavori, la strada ha un marciapiede per lato, le caditoie per la raccolta dell’acqua piovana ed è stata spostata la rete del gas.

il traffico

Attualmente non è prevista alcuna modifica ai due sensi di marcia dei veicoli in piazza.

Il progetto era stato discusso nel luglio dello scorso anno e aveva visto la contrapposizione tra la maggioranza, che poi aveva approvato l’atto, e le minoranze, che lo avevano bocciato. Mentre, infatti, la maggioranza ha sempre visto nell’opera una svolta importante per Bosco Mesola, per il gruppo di opposizione “Mesola Cambia” l’ha considerata inutile visto anche il volume di traffico in piazza. C’erano state discussioni anche per quel riguarda il valore dei terreni espropriati ma il primo cittadino aveva risposto che «le operazioni di esproprio sono state gestite dall’ufficio tecnico che ha rilasciato l’idoneità così come previsto dalla normativa vigente». —

Lorenzo Gatti

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