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Screening e tumori In un anno scoperti oltre 150 nuovi casi

Gi.Ca.
Screening e tumori In un anno scoperti oltre 150 nuovi casi

Il maggior numero di test positivi con la mammografia De Togni (Asl): per l’esame al colon retto alzare l’adesione

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Gli screening funzionano. Nel 2019 hanno consentito, solo nel Ferrarese, di individuare 134 tumori alla mammella e 23 tumori al colon-retto (senza considerare i polipi asportati durante l’esame all’intestino). «Per lo screening del tumore alla cervice uterina i numeri sono ormai bassissimi - spiega il direttore dell’Igiene pubblica dell’Asl, Aldo De Togni - questa campagna ha iniziato a muoverei primi passi negli anni ’70, da 26 viene eseguito in modo organizzato e l’effetto è stato di ridurre decisamente il numero dei casi».

I numeri

Il 2020 è stato un anno marcato dalla pandemia e gli screening hanno dovuto fare i conti con due mesi di lockdown, tra marzo e aprile. Da qui la rincorsa che i servizi di prevenzione hanno dovuto compiere per tentare di recuperare il terreno perduto. «Per lo screening alla mammella ci siamo quasi riusciti – annuncia De Togni – Il primo livello (gli inviti recapitati all’utenza) ha subìto un notevole rallentamento, mentre non ci siamo mai fermati per il secondo (i controlli per l’utenza con test positivo). Da maggio in poi, però, il recupero è stato veloce e a fine anno abbiamo quasi completato il programma: sui 47.800 inviti a sottoporsi all’esame l’adesione è stata di oltre il 70%, con circa 35mila visite eseguite».

Il tumore alla mammella è una neoplasia particolarmente insidiosa che può evolvere in modo infausto. «La diagnosi precoce può ridurre la mortalità per questa patologia di circa il 30%», sottolinea De Togni. Risulta meno disponibile a partecipare, invece, la platea di chi viene invitato ad eseguire lo screening al colon-retto. «Anche in questo caso abbiamo un riscontro importante sulla validità della campagna - commenta De Togni - Tra chi si è sottoposto allo screening, lo testimoniano i dati raccolti dai registri tumori, la mortalità per questa neoplasia è più bassa del 30% rispetto a chi ha evitato l’esame. Ma la percentuale di adesione resta purtroppo sotto il 50% (dato 2019)». Nel 2020 i 18mila inviti sono partiti dopo l’estate: i dati si conosceranno quindi nei primi mesi del 2021.

Per il cancro del collo dell’utero mancano ancora 8.800 inviti sui 19.500 programmati. «Col test Hpv la precisione sul rischio si è affinata e l’efficacia dei controlli ha consentito di ridurre l’incidenza a pochi casi», conclude De Togni. —

Gi.Ca.

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