La Nuova Ferrara

Ferrara

vertice decapitato 

Teatro, il nodo del contratto di Ovadia Escobar resta in pole per la presidenza

Stefano Ciervo
Teatro, il nodo del contratto di Ovadia Escobar resta in pole per la presidenza

Ancora in carica fino all’assemblea il Cda dimissionario. Si smarca Gelmini: fiducia in Fabbri e il bilancio è a posto

2 MINUTI DI LETTURA





Marino Pedroni resta alla direzione del Teatro Comunale fino al 18 febbraio, giorno del pensionamento. Le stagioni sono in stand by e non si ha idea di quando potranno ripartire. Moni Ovadia, dal canto suo, si vedrà al Comunale il 27 gennaio, ma sul palco, assieme a Corrado Augias, per uno spettacolo in streaming sul Giorno della memoria. Ecco perché ieri il sindaco Alan Fabbri non ha mostrato di voler accelerare la nuova rivoluzione dell’Abbado, dopo aver accettato il giorno prima le dimissioni (anzi, la messa a disposizione del mandato) da parte dell’intero Consiglio di amministrazione della Fondazione, guidata dall’ormai ex presidente Mario Resca, per contrasti sulla nomina a direttore di Ovadia.

Trovano comunque consistenza le indicazioni emerse già nella burrascosa giornata di giovedì, che vedono l’ex direttore del “Piccolo” di Milano, Sergio Escobar, in pole position per la direzione generale, e almeno un consigliere di destra (favorito Pierangelo Buttafuoco) indicato da Vittorio Sgarbi per prendere il posto di parte dei consiglieri in uscita.

situazione congelata

Formalmente sia Resca che il Cda sono ancora in carica, in quanto spetta all’unico socio, che è il Comune, accettare formalmente le dimissioni e provvedere a nuove nomine: per fare questo bisogna convocare un’assemblea che ieri non era in agenda. Evidentemente vanno assestati i nuovi assetti e messe a punto alcuni capisaldi, ad esempio sul contratto di Ovadia, uno dei punti di maggior frizione. Il Cda guidato da Resca aveva, all’unanimità, avanzato una proposta di contratto per il nuovo direttore generale (funzioni artistiche e amministrative) di un solo anno, a 40mila euro più appartamento in città, rinnovabile a dicembre in caso di reciproca soddisfazione. Risulta che Ovadia non abbia accettato, e che fosse arrivato sul tavolo di Resca una proposta di accordo da 100mila euro annui fino al termine del mandato Fabbri, più rimborsi spese. A quel punto il Cda, con la sola astensione di Giacomo Gelmi, ha deciso di chiedere al sindaco un rinnovo della fiducia, che non è arrivata.

il “dissidente”

Proprio Gelmi è uscito ieri allo scoperto, affermando di «non condividere» opionioni e riflessioni degli altri consiglieri, in particolare sull’autonomia. Gelmi difende il lavoro di quest’anno, «il bilancio della Fondazione è solido e si è chiuso nel 2020 con un avanzo di 200mila euro, nonostante investimenti tecnologici», oltre al suo nello specifico («pagine social cresciute di 8mila fan»), ribadendo fiducia nelle scelte di Fabbri. «La mia visione sarà sempre aperta a tutte le collaborazioni» conclude, e sembra proprio una disponibilità a rimanere. —

Stefano Ciervo

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google