Altri due ferraresi vittime della truffa del bancomat
La polizia postale rintraccia uno dei resposanbili: è un italiano di Brescia. Ma gli oltre duemila euro di bottino hanno preso il volo
FERRARA. Ancora una truffa del bancomat, ancora due persone ferraresi raggirate e depredate nei rispettivi conti correnti postali, ma ancora un intervento efficace della polizia postale, che ha portato a una denuncia. Anche se, dopo 5 mesi, il denaro sottratto illecitamente, non è certo più disponibile.
Nel mese di agosto 2020 due amici, un uomo e una donna, avevano presentato denuncia per il reato di truffa. In particolare l’uomo aveva posto in vendita sul sito e-commerce www.subito.it un tavolo del valore di 2.000 euro. La vittima riceveva una telefonata da parte di una presunta acquirente, che si dichiarava interessata all’acquisto del mobile e, dopo aver trovato l’accordo, suggeriva al venditore di recarsi presso uno sportello atm bancomat al fine di ottenere la somma pattuita.
Seguendo le indicazioni fornite per telefono dalla presunta acquirente, la parte lesa inseriva il bancomat e, dopo aver selezionato “ricarica Postepay”, digitava ingenuamente le cifre indicate dal malfattore come "numero dell'ordine di acquisto”, per poi confermare e gli veniva così sottratta la somma di 1.200 euro.
La truffatrice riferiva che l’operazione non era andata a buon fine e per tale motivo doveva essere ripetuta con un'ulteriore transazione. L’uomo chiedeva all’amica, con cui si era recato allo sportello bancomat, di poter utilizzare la sua carta Postepay per effettuare le operazioni, così alla donna venivano sottratti circa 900 euro.
I due non si rendevano contro di essere stati raggirati, avvedendosene solo dopo aver controllato gli estratti conto e quindi di essere rimasti vittime di una truffa da parte della finta acquirente, che era riuscita a farsi accreditare la somma totale di circa 2.100 euro attraverso l’inserimento del pseudo ordine di acquisto.
la truffatrice si rendeva irreperibile disattivando il numero del cellulare utilizzato nella fase di contrattazione e durante l’ingannevole ricarica.
Al termine delle indagini, gli agenti della polizia postale sono riusciti ad accertare l’identità dell’intestatario della carta prepagata e a denunciare in stato di libertà alla competente autorità giudiziaria un cittadino italiano, S.U. le iniziali delle sue generalità, residente a Brescia.
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