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affondo contro il governo 

Fabbri e le proteste: surreale dover lavorare per scioperare

Fabbri e le proteste: surreale dover lavorare per scioperare

Per il sindaco Ferrara ha confermato la sua adesione alle regole: «Ma non si può abusare delle pazienza di cittadini e imprenditori»

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Alan Fabbri a fianco dei ristoratori in difficoltà, anche senza appoggiare esplicitamente #IOAPRO1510. «Questo governo è riuscito, tra le altre cose, a portare a un paradosso storico in base al quale per scioperare bisogna lavorare. Ha prodotto - è l’affondo del sindaco di Ferrara, anche in veste di delegato nazionale Anci in materia di riforme - una situazione drammaticamente surreale, mettendo in ginocchio interi settori, senza adeguati ristori. In questo contesto Ferrara conferma di giorno in giorno la sua adesione alle regole, ma il governo non può approfittare della buona fede, della correttezza e della pazienza di cittadini, lavoratori, imprenditori».

Fabbri elenca i motivi d’insoddisfazione delle categorie («La “lotteria” delle chiusure a fisarmonica, le incertezze sui ristori, i fondi assolutamente insufficienti, lo stop all’asporto imposto ai bar e alle enoteche dopo le 18»), miscelandoli con attacchi politici al governo. «C’è inoltre una certa amarezza relativa al trattamento, in manovra, riservato ai Comuni, decisamente non adeguato quanto a risorse stanziate. I sindaci - aggiunge - sono e saranno sempre in prima linea, ma non è questo il modo con cui si può lavorare in squadra col governo. Abbiamo investito due milioni di euro di risorse comunali, che stanno aiutando 1.600 realtà, altri due bandi anticrisi, per turismo e circoli, sono aperti. Continueremo a fare la nostra parte, a fianco dei lavoratori, degli imprenditori e dei loro dipendenti. Ma abbiamo necessità anche del sostegno dell’esecutivo». Un ringraziamento invece per il governatore Bonaccini «che si sta facendo portavoce di alcune istanze oggi sul tavolo». —

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