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protesta a dosso 

Il ristorante serve la cena: multe e chiusura

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Qualcuno che ha provato ad aderire a #IOAPRO1501 c’è stato anche nel Ferrarese, ma la protesta è subito stata stroncata dai carabinieri. È successo venerdì sera all’Osteria del Dosso, in via Verdi a Terre del Reno. Il titolare aveva aderito all’apertura “selvaggia”, pubblicizzando l’intenzione sui social, e aprendo il ristorante alla clientela per servire la cena. Lo tenevano d’occhio sia i carabinieri di Cento che la Digos di Ferrara. Alle 20.30 una pattuglia dei carabinieri si è presentata al ristorante e ha identificato tutti gli avventori presenti, 25, e lo stesso titolare, ai quali sarà inviato il verbale da 400 euro nei prossimi giorni: una cena piuttosto cara, non c’è dubbio. Altri clienti in arrivo si sono accorti di quanto stava succedendo: alcuni se ne sono andati subito, altri hanno ripiegato sulla cena da asporto. Il ristorante dovrà ora stare fermo provvisoriamente per cinque giorni, in attesa di disposizioni da parte del Prefetto.

sgarbi

Un appoggio diretto alla protesta lo ha garantito Vittorio Sgarbi. Il presidente di Ferrara Arte ha infatti visitato l’altra sera un ristorante aperto nel Pesarese, in cui hanno cenato una quarantina di persone, ed è stato accolto dall’applauso dei presenti. Il ristoratore “ribelle”, Umberto Carriera, ha ammesso di aver voluto depistare i controlli aprendo un locale diverso da quello annunciato. Per Sgarbi il giovane ristoratore ha mostrato «coraggio, non abbia senso - ha aggiunto - aprire i ristoranti a pranzo e chiuderli a cena, uno mangia quando vuole. Io ad esempio mangio col fuso orario americano e quindi per me sono sei ore di meno». —

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