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scontro sull’urbanistica 

Strali leghisti contro “Silla” Fusari “difende” la giunta

Strali leghisti contro “Silla” Fusari “difende” la giunta

L’ex assessore preoccupata per gli attacchi al progetto privato: la città è ferma I consiglieri Savini, Pignatti e Caprini chiedono di ridiscutere gli ampliamenti

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L’affondo dei tre consiglieri leghisti Francesca Savini, Catia Pignatti e Luca Caprini contro il progetto Silla è la riprova che «a Ferrara l’unica certezza è che è tutto fermo». L’allarme è lanciato da Roberta Fusari, consigliera di Azione civica ed ex assessore all’Urbanistica, che paradossalmente si trova a difendere la giunta leghista per il via libera all’ampliamento edilizio tra via Bologna e via Volano, in continuità con la precedente legislatura. «Sull’urbanistica la maggioranza ha un problema in questa città, perché tre consiglieri della Lega per la terza volta mettono in discussione le scelte della giunta» sottolinea Fusari, secondo la quale del nuovo affondo contro «l’approvazione di un piano privato» rischia di «farne le spese la città».

L’ex assessore ricorda anche «lo stop, i ritardi e le modifiche (forse, perché i progetti nessuno li ha ancora visti) del Piano periferie», e la sospensione della variante al piano operativo, unico strumento attivo per le trasformazioni. «Non sappiamo le scelte di questa amministrazione sulle trasformazioni della città (perché dopo 18 mesi ancora non c’è traccia del Piano urbanistico generale) e non c’è nessuna condivisione tra le scelte di giunta e la maggioranza in Consiglio che ferma o mette in discussione tutto» conclude Fusari: ma un operatore che vuole intervenire «deve avere gli strumenti urbanistici pronti», mentre oggi tutto è fermo «escluse lucine, fontane e recinzioni».

Savini, Pignatti e Caprini in un’interrogazione chiedono spiegazioni sul progetto Silla, un’area di 9mila metri quadrati a ridosso delle Mura, che prevede un incremento dei volumi (da 22.500 a 25.800), la monetizzazione del parcheggio, un interrato di 2.500 metri quadrati, nuovi edifici alti fino a 17,5 metri. È mancata la condivisione, sottolineano. —

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