La Nuova Ferrara

Ferrara

Un territorio che può fare bene Ma serve una visione condivisa

Giuliano Giubelli

Presenze cicloturistiche: Emilia Romagna seconda solo al Trentino Non solo infrastrutture, occorrono anche servizi e accoglienza 

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L’INTERVENTO

Da alcuni anni anche in Italia la bicicletta sta diventando una voce interessante del prodotto turistico, lo confermano i dati che negli ultimi anni mostrano una costante crescita: l’Emilia-Romagna è la seconda regione italiana dopo il Trentino Alto Adige per presenze cicloturistiche. Nel 2018 ammontano a 77,6 milioni, pari cioè all’8,4% dell’intero movimento turistico in Italia. Sono oltre 6 milioni le persone che hanno trascorso una vacanza utilizzando la bicicletta. Questi dati, ovviamente pre Covid, mettono in luce le potenzialità del cicloturismo, che vede in un territorio pianeggiante come il nostro un ulteriore valore aggiunto e Ferrara ha tutte le caratteristiche per diventare meta di turismo in bici. Occorre una città accogliente, ciclabile, sicura. Servono alberghi e b&b attenti alle esigenze del ciclista, la soluzione che Fiab propone si chiama Albergabici che affilia strutture attrezzate per rispondere alle esigenze del cicloturista. Ma accoglienza vuol dire anche centri storici, strade, piazze a misura di turista. Arrivare a Ferrara in bici, avere in primo piano la magnificenza del Castello Estense e in corso Martiri della Libertà fare lo slalom tra auto in circolazione, auto parcheggiate, furgoni e furgoncini non è sicuramente un’immagine di buona accoglienza (e non solo per il ciclista). La ciclabilità non è data solo dai km di piste ciclabili, ma anche da infrastrutture complementari come cicloparcheggi, aree di servizio, attività di promozione e comunicazione. Infine la sicurezza di poter pedalare in Zona 30 e con approccio “Vision zero”, programma europeo di riduzione delle vittime da incidenti stradali. Il turista che arriva in bici a Ferrara può utilizzare diverse ciclovie. Chi arriva in Italia da Paesi europei utilizza EuroVelo, la rete ciclabile europea con 15 itinerari di lunga percorrenza attraverso tutto il continente. La rete ciclabile italiana progettata da Fiab e riconosciuta dal Ministero Infrastrutture e Trasporti è Bicitalia formata da 10 itinerari di lunga percorrenza. Fra queste la Ciclovia Adriatica (inserita in Eurovelo 8) collega Trieste con Leuca, attraversando il Ferrarese nei territori di Comacchio, litoranea per eccellenza tocca la riviera più ricca di spiagge. Sempre della Eurovelo 8 fa parte la Destra Po, che passando per Ferrara raggiunge il litorale. Altra ciclovia è la VenTo, la Venezia-Torino e in cui rientra la ciclabile del Burana. I presupposti per una crescita del territorio ci sono, manca forse una visione condivisa tra le amministrazioni locali. —

Giuliano Giubelli

(Consigliere nazionale Fiab)

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