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CASUMARO 

«Il centro prelievi si può fare ma in uno degli studi medici»

«Il centro prelievi si può fare ma in uno degli studi medici»

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CASUMARO. «Dalla consulta nessuna polemica fine a sé stessa. Se il sindaco ci avesse coinvolti nella decisione di trasferire il centro prelievi in via temporanea all’ex Govoni SimBianca, magari noi 5 consultori avremmo avuto la possibilità di capire meglio la “ratio” della proposta». Sono 5 (su 7) componenti della consulta di Casumaro, Paola Molinari (vicepresidente) - Marco Angelo Mattioli, Marco Merighi, Lucia Molinari e Paola Boschetti - a replicare alle dichiarazioni del sindaco Fabrizio Toselli sulla nuova sede del centro prelievi nel sito industriale ex Govoni.

«Se ci avesse coinvolti – fanno notare i 5 consultori – non ci avrebbe affatto sorpreso il fatto che, per un’esigenza provvisoria e in attesa che venga completata la ristrutturazione della delegazione/ex scuole elementari, sia convinto che la soluzione migliore da percorrere sia aprire un centro prelievi in una zona industriale. Non è facile convincersi che, per la comunità casumarese, sia meglio aprire un centro/ambulatorio per servizio prelievi in un’ex fabbrica, presso un privato, e credere che un edificio a uso industriale anche ristrutturato possa diventare a uso sanitario con “piccole modifiche”, piuttosto che avvalersi di un ambulatorio medico, già predisposto e agibile immediatamente, come ad esempio quello della dottoressa Ferioli. Questa proposta era tra i siti alternativi individuati e suggeriti dalla consulta stessa già dal 2018».

I cinque consultori puntano poi sul fattore tempo: «Dopo quasi un anno di sospensione del servizio prelievi, ci sorprende che, di fronte a un aumento di contagi, si pensi di perseguire un piano a medio-lungo termine con la soluzione Govoni SimBianca, che richiede tempo, e non di stringere i tempi trasferendo il servizio nell’ambulatorio di un medico di base, fra i tre funzionanti a Casumaro, siti in piazza, disponibile da subito, senza affitto e a costi gestionali pari allo zero».

E ancora: «Difficile credere che un ambulatorio di un medico esercitante non sia idoneo, mentre lo sia un sito industriale privato. Ricordiamo infine che il centro prelievi nell’arco di un anno dovrà tornare alla delegazione ristrutturata in piazza. Quindi che senso ha andare a costruire in via provvisoria una “cattedrale nel deserto?». —

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