La Nuova Ferrara

Ferrara

IL RIBALTONE AL TEATRO COMUNALE 

Il caso è scoppiato con la procura speciale a Carletti Ora decide il sindaco

D.B.
Il caso è scoppiato con la procura speciale a Carletti Ora decide il sindaco

Primi contrasti dalla scelta del consiglio d’amministrazione Fabbri presidente della Fondazione: avanti con Ovadia

3 MINUTI DI LETTURA





Il ribaltone al Teatro Comunale è ovvio che non può essere una vicenda “fresca”, il malessere è sicuramente datato e certe motivazioni date in questi giorni per spiegarlo sono inevitabilmente gocce che hanno traboccare il vaso. Il problema è capire quando tale vaso si è riempito e l’impressione è che tutto parta da quel 13 febbraio 2020, quando fu data una procura speciale ad Andrea Carletti, fino ad allora responsabile di palco del Comunale. Tanto è vero, che da visura camerale dopo il presidente del consiglio di amministrazione Mario Resca, troviamo il consigliere Alessandro Mistri e appunto il procuratore speciale Carletti. Ma chi è il procuratore speciale? Di fatto una sorta di direttore generale, anche perché - sempre da visura - risulta avere gran parte degli incarichi previsti dall’articolo 18 dello statuto del Comunale, passando perfino per salute e sicurezza sul luogo di lavoro e tutela dell’ambiente. Di fatto gli mancano soltanto le lettere “C”, “D” e “H”, e sono importanti le prime due, quelle relative alla direzione artistica.

DOPPIO RUOLO

Di fatto, insomma, c’era un esubero di qualifiche, tenendo presente che nell’organigramma del Comunale c’era già come dipendente il direttore artistico Marino Pedroni (in pensione il prossimo mese) e il coadiutore artistico Marcello Corvino, nominato lo scorso 1 maggio con il compito - in sostanza - di aiutare nell’organizzazione di eventi, non a caso la sua Corvino Produzioni produce - fra gli altri - gli spettacoli di Vittorio Sgarbi, Simone Cristicchi e lo stesso Moni Ovadia.

Come si può ben capire, tante figure, molti incroci e sovrapposizioni e la volontà dello stesso presidente di avere un ruolo importante nelle scelte artistiche. La situazione è di fatto precipitata quando il socio unico della Fondazione del Teatro Comunale (il Comune stesso) ha sollecitato la nomina di un direttore generale, scoprendo solo allora che di fatto questo ruolo era stato affidato a Carletti. Di fronte all’incompatibilità di un ruolo del genere, ecco arrivare la scelta di affidare la direzione a Moni Ovadia, imposizione fatta al consiglio d’amministrazione del Comunale, che ha subito dopo rassegnato le dimissioni. A seguire, anche le dimissioni dello stesso Carletti, motivate da questa frase: «Considerando che le funzioni a me affidate sono di carattere strettamente fiduciario».

IL FUTURO

Insomma, ormai come si dice il dado è tratto e la sola priorità è quella di garantire una proposta culturale di qualità, a partire dal 27 gennaio quando per il Giorno della memoria andrà in scena - prima nazionale - lo spettacolo a due voci di Corrado Augias e Moni Ovadia, altro motivo di discussione in questi giorni per la richiesta del cda del Comunale di conoscere il testo che verrà letto in questa occasione, vista come una volontà di censura da parte del socio unico. Ma in calendario vi sono altri lavori importanti, già in parte annunciati, che restano in programma.

Da capire di fatto rimane solo il futuro di Ovadia, ma considerando che la presidenza del Teatro Comunale ha deciso di prendersela in carico lo stesso sindaco Alan Fabbri, è praticamente certo che l’attore e scrittore manterrà la direzione. —

D.B.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google