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Anche Ferrara aderisce  

Un patto per il lavoro e per lo sviluppo verde Così si esce dalla crisi

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Più lavoro di qualità, meno diseguaglianze con un obiettivo, un mondo più ecologico: sono gli obiettivi del Patto per il lavoro e per il clima promosso dalla Regione Emilia Romagna cui il Comune cui Ferrara ha dato adesione, come deciso dalla Giunta municipale. L’accordo vuole coinvolgere i Comuni capoluogo, le Province, associazioni di categoria, sindacati e soggetti del territorio regionale, in «un progetto di rilancio e sviluppo dell’Emilia-Romagna fondato sulla sostenibilità», contribuendo a raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030.

Il Patto è frutto di un percorso di confronto, avviato dalla Regione nell’agosto scorso, con enti, associazioni e interlocutori che si occupano di cambiamenti climatici, per raccogliere contributi e arrivare ad un accordo per far ripartire sviluppo sostenibile, equo, veloce e semplificato dell’intero territorio regionale. L’accordo nasce dalla convinzione la regione possa uscire dalla crisi economica e sociale che l’intero Paese sta vivendo solo con un progetto di sviluppo nuovo. «Un progetto che migliori la qualità della vita di donne e uomini, che punti a una reale parità di genere, che attui la transizione ecologica creando lavoro di qualità, valorizzando tutte le potenzialità e gli spazi che questo cambiamento offre al territorio e alle nuove generazioni», le linee guida del Patto. Che ha quattro obiettivi strategici da raggiungere: Emilia-Romagna regione della conoscenza e dei saperi; regione della transizione ecologica; regione dei diritti e dei doveri; e regione del lavoro, delle imprese e delle opportunità. Quattro anche i processi trasversali individuati: trasformazione digitale; semplificazione; legalità; partecipazione.

Il time-out previsto dall’accordo è il 2030, per una visione di sviluppo a medio e lungo termine, che allinei il percorso dell’Emilia Romagna agli obiettivi previsti dall’Agenda 2030 dell’Onu, dall’Accordo di Parigi e dall’Unione Europea per la riduzione delle emissioni di almeno il 55% entro il 2030. –

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