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OPERAZIONE DEI CARABINIERI 

Violentò minorenne in Spagna Arrestato a Portomaggiore

Marcello Pulidori
Violentò minorenne in Spagna Arrestato a Portomaggiore

Il pakistano, 23 anni, era ricercato dalle forze dell’ordine di tutta Europa  I militari lo hanno bloccato lunedì sera mentre si trovava alla stazione ferroviaria

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Marcello Pulidori

Portomaggiore. Era ricercato in tutta Europa, ma la sua fuga si è interrotta lunedì sera a Portomaggiore. Dove i carabinieri lo hanno arrestato. Ehsan Elahi, 23 anni, di nazionalità pakistana, clandestino in Italia, doveva pagare un debito pesante con la giustizia. Adesso è rinchiuso nel carcere di Ferrara.

la storia

Il 3 marzo del 2016, mentre si trovava in Spagna, il 23enne pakistano aveva violentato una ragazzina di 16 anni, quindi minorenne. All’epoca il pakistano di anni ne aveva 19. Da quella brutale violenza prese, dunque, le mosse il processo che lo ha visto come imputato e al termine del quale Elahi venne condannato alla pena di sette anni di reclusione. Il pakistano, tuttavia, sfruttando il lasso di tempo tra la sentenza del tribunale spagnolo e l’ordine di carcerazione, era fuggito tanto che le autorità di quel Paese emisero un mandato di cattura europeo. Mandato che è stato formalizzato il 18 marzo scorso. Da quel giorno le forze dell’ordine di tutto il continente gli davano la caccia. A fermarlo, arrestandolo, sono stati i carabinieri di Portomaggiore (nucleo radiomobile e stazione) che, proprio a Portomaggiore, lo hanno intercettato e bloccato, mentre il pakistano si trovava alla stazione ferroviaria. L’uomo è stato rinchiuso nel carcere ferrarese dell’Arginone, in attesa delle procedure per la sua estradizione.

possibili sviluppi

Non è escluso che l’uomo abbia potuto contare a Portomaggiore sull’aiuto di connazionali, peraltro presenti in questa cittadina con una comunità piuttosto numerosa. Le indagini dei militari dell’Arma potrebbero nei prossimi giorni riservare ulteriori sviluppi.

I carabinieri protagonisti dell’intervento si erano insospettiti notando che il pakistano, privo di documenti, non era mai stato visto in zona prima di lunedì sera. Proprio per questo i carabinieri hanno così deciso di accompagnarlo in caserma, dove il 23enne è stato sottoposto alla identificazione tramite le impronte digitali. Grazie al foto-segnalamento i militari sono poi riusciti a risalire alla reale identità dello straniero, che ben presto è risultato colpito da un “Mae”, mandato di arresto europeo inserito dalle autorità iberiche. Sono stati questi accertamenti che hanno infine consentito di accertare la violenza ai danni della 16enne.

Il resto è storia raccontata. Con la fuga del pakistano terminata così l’altro ieri alla stazione ferroviaria di Portomaggiore, dove il pericoloso criminale è stato identificato e portato in carcere. Anche grazie all’importante lavoro svolto dai carabinieri. —

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