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Fallimento Cogefer Avviata la procedura ma pende un ricorso

Fabio Terminali

Ieri in tribunale l’udienza per accertare lo stato passivo  L’azienda si è rivolta alla Corte d’appello, attesa la sentenza

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Fabio Terminali

CENTO. Per quasi tre decenni, partendo da Cento, ha allestito cantieri edili in giro per l’Italia: opere stradali e ferroviarie, strutture commerciali e residenziali. Tuttavia la Cogefer è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Ferrara il 3 settembre scorso, su istanza del pubblico ministero.

La procedura fallimentare è ai primi passi: ieri mattina si è svolta l’udienza per la verifica dello stato passivo, sempre nelle aule del palazzo di giustizia estense. L’azienda guidata dall’imprenditore Corrado Salustro conta però di bloccare tutto, facendo innescare la retromarcia. La speranza è affidata alla Corte d’appello di Bologna, a cui ci si è rivolti tramite un ricorso in opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimento.

il reclamo e le cause

«Se ci danno ragione, siamo salvi. Viceversa è la nostra morte», sintetizza Salustro, piuttosto brutalmente ma con una buona dose di realismo. L’udienza si è tenuta il 4 dicembre e al momento si è in attesa del pronunciamento della corte. Dovesse essere favorevole a Cogefer, l’impresa tornerebbe “in bonis”, cioè in grado di restituire un prestito secondo le modalità prestabilite e concordate con gli istituti di credito.

L’azienda sostiene che a causarle problemi economici sarebbero state in particolare un paio di operazioni, investimenti effettuati “obtorto collo”. «Tutto è cominciato – sostiene Salustro – accettando la proposta di Hera di acquistare per 32 milioni di euro terreni su cui avrei dovuto realizzare due grattacieli in un’area risultata poi inquinata. Poi c’è stato il trasferimento di sei immobili di nostra proprietà a Cento, del valore patrimoniale di 47milioni di euro, nel Fondo CerereLand, gestito da Askar Investors Sgr Spa». Società di gestione del risparmio per la quale nel 2013 il ministero dell’Economia aveva disposto la liquidazione coatta.

Assistita dall’avvocato milanese Giampiero Biancolella, Cogefer ha tentato la via giudiziaria, con l’obiettivo di rientrare dai danni e del patrimonio immobiliare. Ma finora i giudici hanno respinto queste pretese. Salustro tuttavia non si dà per vinto. «Qualcosa si sta muovendo – dice l’imprenditore centese –, per esempio su Hera ci sono nuovi elementi e si potrebbe arrivare a una transazione tra le parti».

avanti i creditori

In attesa dei giudici, in parallelo proseguirà la procedura fallimentare. «L’operazione è complessa – riconosce il curatore Andrea Ranieri –, non basteranno di certo uno o due anni prima di arrivare alla chiusura».

Intanto, come detto, è iniziata la fase dell’accertamento del passivo, che serve a individuare i singoli creditori ammessi al concorso e quindi a partecipare in ragione dei propri crediti al riparto dei beni del debitore. In questa fase devono essere determinati anche l’ammontare di ciascun credito vantato e gli eventuali diritti di prelazione. Domande che è chiamata a esaminare, esprimendosi con decreto su ciascuna di esse, la giudice delegata Anna Ghedini. —

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