Il blocco export con la Russia ha creato perdite ingenti
Il divieto d’importazione di prodotti agroalimentari da UE, Usa, Canada, Norvegia e Australia, assunto nel 2014 dalla Federazione Russa in risposta alle misure restrittive conseguenti alla crisi Ucraina, che inizialmente doveva durare un anno ma che in seguito è stato prorogato ed è tutt’ora vigente, ha determinato per l’Italia - secondo Confagricoltura Ferrara - conseguenze economiche molto pesanti, anche tenuto conto che nel periodo 2009- 2013 il valore delle esportazioni di prodotti agricoli e alimentari verso la Russia era in rapida ascesa (+111%), passando dai 333 milioni di euro del 2009 a 705 milioni di euro del 2013.
«I settori più colpiti à dicono a Confagricoltura - sono risultati quelli della frutta (-100%), delle carni (-98%), degli ortaggi (-97%), del latte e derivati (-94%) e delle preparazioni di cereali (-28%).
L’elaborato
Con un proprio elaborato il Centro Studi di Confagricoltura evidenzia che confrontando l’esportazione agricola e dell’industria alimentare dell’Italia verso la Russia del 2013 con quello degli anni seguenti in cui è vigente l’embargo, la perdita economica risulta essere di circa 1.296 milioni di euro. In realtà si tratta di una valutazione molto sottodimensionata, considerando che nel periodo 2009-2013 la crescita media annua dell’esportazione agricola e dell’industria alimentare dell’Italia verso la Russia era molto elevata. Infatti, tenendo conto anche della crescita delle esportazioni italiane di prodotti agricoli e dell’industria alimentare verso la Russia nel periodo 2009-2013 e proiettandola nel periodo 2014-2020, si stima che il valore complessivo della perdita economica dell’Italia a causa dell’embargo russo sia stato di 3.864 milioni di euro. Tra le tre regioni italiane maggiormente danneggiate dall’embargo russo troviamo l’Emilia Romagna, preceduta dalla Lombardia e seguita dal Veneto. Tuttavia l’Italia nel 2020 rispetto al 2013 fra i Paesi dell’Unione Europea principali esportatori di prodotti agricoli e alimentari è il meno danneggiato dall’embargo russo (-156 milioni di euro); lo sono molto di più Lituania (-925 milioni di euro), Polonia (-709 milioni di euro), Germania (-569 milioni di euro), Olanda (-503 milioni di euro), Danimarca (-470 milioni di euro), Spagna (-368 milioni di euro), Francia (-335 milioni di euro), Belgio (-174 milioni di euro). Ma questi stessi paesi hanno poi cercato uno sbocco su altri mercati dove i prodotti italiani erano presenti e questo ha determinato un inasprimento della concorrenza ed un conseguente danno per le nostre esportazioni. In particolare questi prodotti sono stati indirizzati soprattutto all’interno dell’Unione Europea, dove da anni non si registrano crescite nei consumi e questo ha creato una maggiore competizione basata principalmente sul prezzo, che l’Italia ha sofferto e continua a soffrire tantissimo». —
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