Lite sulle “multe” Tari «Avviso dopo sei anni E il debito è lievitato»
L’ispettore Breda impugna le contestazioni del Comune «Tutto poteva essere sanato subito con più tempestività»
Si troveranno il 3 febbraio davanti al Giudice di Pace, per discutere una controversia sul pagamento della bolletta dei rifiuti. Da una parte il Comune, dall’altra Alberto Breda, ispettore superiore di polizia in quiescenza, che ha deciso di fare ricorso contro due avvisi di accertamento che gli sono stati notificati, si legge nell’atto comunale, «dopo aver riscontrato un’infedele denuncia per l’anno 2014 e un omesso versamento per l’annualità 2015 per un importo complessivo di 213 euro, comprensivo di sanzioni, interessi e spese di notifica».
Tutto ha origine, spiega lo stesso Breda, da un garage di una ventina di metri quadrati che, secondo quanto gli viene contestato, non sarebbe stato dichiarato ai fini di quantificare la metratura dell’abitazione, uno dei parametri utilizzati per calcolare la “vecchia” tassa sui rifiuti e sopravvissuto in larga parte anche nell’attuale tariffa puntuale.
Ma, obietta Breda, ci sono due problemi: il primo riguarda i tempi di prescrizione dell’accertamento e il secondo la “prova” dell’omessa dichiarazione.
Ed è sulla base di questi due elementi che ha deciso di fare ricorso. «L’avviso per il 2014 mi è stato notificato il 21 ottobre, ben oltre i cinque anni utili per la prescrizione, che scadevano il 31 dicembre del 2019 - spiega - Il secondo avviso mi è stato notificato il 13 novembre ma la mia richiesta, come è mio diritto, di visionare il documento che attesterebbe la mancata denuncia, non è stata soddisfatta». Tanto più, aggiunge, che c’è un’altra questione di interesse più generale, che potrebbe riguardare molti altri cittadini in una situazione analoga.
«Potrei anche aver dimenticato di indicare anche il garage, sono passati anni e posso anche non ricordarlo. Ma perché sono stato avvisato solo ora? Se l’errore mi fosse stato notificato fin da subito, la cosa avrebbe potuto sanarsi immediatamente. Invece ora a questi primi avvisi si aggiungeranno quelli di tutti gli anni successivi, fino al 2020, con tanto di interessi e sanzioni. Gli uffici hanno a disposizione tutti i dati e gli strumenti per accorgersi di queste discrepanze, ma ci sono voluti sei anni per gli accertamenti, e nel frattempo le cartelle si sono accumulate». Breda si dice pronto a far valere le sue ragioni davanti al Giudice di Pace (anche se è sospesa una questione di competenza, e non è escluso che la diatriba finisca davanti alla Commissione tributaria provinciale), considerato che «ogni mia richiesta di incontro con l’Ufficio Tari non ha avuto risposta». —
Alessandra Mura
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