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risarcimenti interminabili 

Azzerati Carife Adesso chiedono documenti di azioni che non ci sono più

Stefano Ciervo
Azzerati Carife Adesso chiedono documenti di azioni che non ci sono più

Il caso segnalato dalle associazioni dei consumatori Intanto continuano ad arrivare solo rimborsi parziali

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A differenza di quanto da sempre fa il Fondo interbancario per gli obbligazionisti, il Fir governativo non ha mai attivato un’operazione trasparenza sull’andamento dei rimborsi agli azionisti truffati di Carife e delle altre banche risolte. Quindi ad oggi nessuno sa con esattezza quanti siano i ferraresi che hanno finalmente ottenuto, ad oltre cinque anni di distanza, almeno il promesso 30% di quanto hanno perduto. Dalle segnalazioni delle associazioni dei risparmiatori, tuttavia, emerge un quadro in chiaroscuro dell’iter, con forti ritardi nelle liquidazioni delle somme e frequenti richieste d’integrazioni documentali che rischiano di compromettere il buon esito delle domande. È il caso, ad esempio, delle dichiarazioni di successione, per alcune delle quali ci si può incartare in autentici paradossi. Non a caso le associazioni stanno chiedendo da settimane un incontro con Consap, il braccio operativo del fondo.

azioni “cancellate”

La promessa governativa, spesa durante le feste, di alzare dal 40 al 100% l’anticipo di liquidazione di quanto spetta per legge agli azionisti azzerati, «per ora non ha trovato corrispondenza nei fatti - allarga le braccia Enrico Scarazzati (Lega Consumatori) - Riscontriamo una grande lentezza nelle liquidazioni, mentre continuano ad arrivare richieste d’integrazioni documentali che fanno pensare». Il riferimento è in particolare alle successioni più recenti, dopo il novembre 2017, data del passaggio formale di Nuova Carife in Bper. In quell’occasione vennero trasferiti tutti i conti correnti e i dossier titoli, ma evidentemente non sono stati compresi quelli ex Carife, in quanto le azioni erano azzerate dal giorno della risoluzione, nel 2015, e non comparivano più in carico. Gli eredi degli azionisti deceduti dopo quella data, quindi, non hanno la possibilità di provare attraverso la documentazione bancaria il possesso delle azioni, «ma Consap pretende che questi documenti saltassero fuori nella dichiarazione di successione - racconta Scarazzati - Stiamo cercando di capire, con interlocuzioni quotidiane, come uscirne».

Che il problema esista lo testimonia anche Federconsumatori, «siamo impegnati soprattutto con le domande respinte e con le richieste d’integrazione, in particolare quelle a carico degli eredi di azionisti deceduti», conferma Roberto Zapparoli. Ad inizio anno è partita, con l’appoggio anche di Amici Carife, una richiesta d’incontro «pure in videoconferenza, nel caso» sottolinea Federconsumatori, per chiarire gli aspetti più controversi, ma da Roma ancora nessuna risposta.

ma quale 100%

Nel frattempo i rimborsi di cui si ha notizia continuano con l’andamento pre-ferie, cioè a rilento e solo per l’anticipo del 40%, cioè con il 18% del totale di quanto perduto. Il tutto a distanza di un mese esatto dalle dichiarazioni dei sottosegretari Villarosa e Ferraresi, di «indennizzi più dignitosi», ovvero l’avvenuta cancellazione del “doppio turno” e l’erogazione in un’unica soluzione dell’intero 30% di ristoro previsto dalle legge. «Anche le più recenti liquidazioni sono avvenute con il meccanismo dell’anticipo del 40% del totale della somma prevista» testimonia Erica Zanca, che sta seguendo la procedura per Lega Consumatori. La platea di questa associazione è abbastanza significativa, 1.300 domande di rimborso in gran parte ex Carife, delle quali solo una trentina, peraltro, già liquidate con l’acconto.

Festività e anche crisi di governo possono avere inciso, ma sembra chiaro che il nuovo meccanismo di rimborso fatica ad attivarsi. Con il “doppio turno” di risarcimenti completi si potrà parlare solo tra parecchi anni.

Rimborso regionale

Un po’ più veloce procede il rimborso spese per le pratiche legali, stabilito dalla Regione in 100 euro a domanda. Ne stanno arrivando una cinquanta al giorno, di liquidazioni, pare ci siano stati rallentamenti dovuti anche ai differenti colori dell’emergenza coronavirus che hanno riguardato il territorio regionale. «Di questo passo ci aspettiamo il completamento entro aprile» ipotizza Zapparoli. —

Stefano Ciervo

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