L’Apollo celebra i cento anni dalla fondazione «La festa? Chissà»
«Chissa se riusciremo a festeggiarlo?». È quello che si sta domandando Erik Protti, attuale gestore dell’Apollo, riferendosi al centenario del cinema di Ferrara, ovviamente il più longevo della città. Già, perché quest’anno ricorrono i 100 anni dalla fondazione del cinema. Era infatti la sera di sabato 17 dicembre 1921, quando venne proiettato il primo di una lunga serie di film all’Apollo. Si trattava della pellicola “Maddalena Ferrat” interpretato da Francesca Bertini, una delle più famose dive italiane del cinema muto e per creare il sonoro venne chiamata un’orchestra a fare da sottofondo alle scene che veniva proiettate sul grande schermo. Da allora quel cinema che si trovava all’epoca tra corso Porta Reno e via San Romano è diventato un punto di riferimento per i ferraresi, di ogni ceto ed estrazione sociale. Dapprima come novità, poi come consolidata esperienza, il cinema a Ferrara si può dire che decollò grazie all’intuizione di Aldo Azzalli, un avvocato che aveva capito prima di altri le grandi potenzialità della settima arte, come forma di cultura, di intrattenimento e di svago. Erano anni difficili si era appena conclusa una sanguinosa guerra, c’erano poi le tensioni politiche nelle campagne e infine arrivò pochi mesi dopo anche l’avvento del fascismo al potere. Ma in questi cento anni, passando per guerre, dittature e crisi economiche, l’Apollo è sempre stato un rifugio sociale, dispensatore di emozioni. Ma si arriva al centenario in condizioni molto critiche. Ancora non si conoscono i termini della ripresa e quando la pandemia potrà essere debellata. Quello che non ha fatto la guerra, ci ha pensato purtroppo il coronovirus, che è riuscito a sospendere le proiezioni al cinema per motivi sanitari.
Un secolo fa
Tornando alla storia dell’Apollo e alla gestione di Azzalli possiamo ricordare che gli anni Venti del secolo scorso furono di grandi sperimentazione nel settore cinematografico, con idee sempre nuove per portare al cinema sempre più persone. Erano stati istituti anche prezzi differenziati per poter dare la possibilità a tutti di andare al cinema. Particolare curioso c’era la possibilità per chi veniva in città dalla campagna con il calesse, ovviamente erano poche le vetture a motore in quel periodo, di parcheggiare il cavallo in via San Romano dove c’erano appositi depositi con biada e fieno, antesignani dei moderni parcheggi multipiano. L’ingresso invece di corso Porta Reno più elegante, con luci e negozi, era preferito dai ceti più altolocati. Differenze sociali che oggi fanno sorridere, ma che ancora esistevano. L’Apollo venne utilizzato nelle ore pomeridiane prima della proiezione del film anche come ritrovo e tearoom. Pian piano anche a Ferrara arrivarono le nuove tecnologie dall’America e sul fine degli anni Venti (novembre 1929), ci fui la prima proiezione di un film sonoro: “Il cantante di Jazz” di Alan Crosland con Al Jolson che pronunciava la celebre frase: «Non avete ancora sentito niente».
Il cinema divenne più fenomeno di massa negli anni Trenta, anche perché nel frattempo la produzione americana, pur in tempi di autarchia fascista, riusciva a fare breccia nel mercato cinematografico e arrivavano pellicole epiche e divertenti che alternavano eroi e comici: da Errol Flynn a Stanlio e Ollio, da Charlie Chaplin a Norma Shearer. Con gli anni Quaranta e lo scoppio della guerra l’attività dell’Apollo non si fermò, anzi c’era un certo fermento in città perché a Ferrara nel 1942 Luchino Visconti girò le scene di “Ossessione”, che segnò l’inizio del filone neorealista. Dopo la guerra la voglia di evasione aumentò e il cinema prese sempre più spinta fino a raggiungere un vero boom negli anni Cinquanta, la concorrenza della televisione in Italia, nata nel 1954, era ancora molto blanda.
Lo stop
L’Apollo però subì un brusco stop nel 1961 quando la giunta comunale decise di abbattere il cinema per costruirvi una piazza, l’attuale via Gobetti. Quasi un decennio senza l’Apollo che preparava la sua seconda vita però in piazza Carbone, dove il 12 dicembre 1970 venne inaugurato il nuovo cinema, sempre rigorosamente Apollo. L’epopea di Antonio Azzalli, figlio del fondatore, che per 65 anni gestì la programmazione cinematografica si esaurì nei primi anni Duemila con la sua morte. Il locale poco prima si trasformò in multisala con quattro schermi. Nel 2006 subentrò la gestione dell’Arci di Ferrara con il direttore Bobo Roversi e nel 2013 entrarono gli attuali gestori Erik Protti e Simona Salustro, per dare ancora vita a un cinema centenario che non vuole arrendersi. —
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