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L’ospedale a casa Gli anestesisti dai pazienti per cure speciali

Stefano Balboni
L’ospedale a casa Gli anestesisti dai pazienti per cure speciali

La sostituzione di cannule direttamente al domicilio Così si evitano gli spostamenti dopo le operazioni

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CENTO. L’ospedale “va” sempre più a casa del paziente. Un servizio di eccellenza messo in campo nel Distretto nord-ovest dell’Azienda Usl con lo scopo di minimizzare il disagio di coloro i quali necessitano di sostituire le cannule tracheostomiche. «Si tratta di pazienti allettati che tramite il tracheostoma vengono direttamente ventilati» spiega Gilberto Gallerani, direttore del servizio di anestesiologia e rianimazione dell’ospedale Santissima Annunziata di Cento.

«Parliamo di pazienti affetti da patologie come la Sla o affetti da morbo di Parkinson in fase avanzata, ovvero di politraumatizzati che circa ogni mese necessitano di sostituire la cannula che permette di respirare a livello giugulare attraverso lo stoma precedentemente posizionato» precisa lo stesso anestesista.

IL SOSTEGNO

Momenti importanti attraverso i quali la respirazione del paziente viene gestita anche con l’aiuto dei familiari i quali, adeguatamente formati dal personale dell’Assistenza domiciliare integrata, provvedono ad effettuare manovre come la broncoaspirazione. «Si tratta di percorsi pianificati e organizzati che permettono al paziente di rimanere al domicilio dove la gestione rimane a carico del medico di medicina generale che viene supportato dal servizio di assistenza domiciliare infermieristica», precisa Antonella Poletti, infermiera case-manager che è in servizio presso il Distretto nord-ovest. Alle normali attività di competenza infermieristica la possibilità di effettuare il cambio delle cannule al domicilio produce benefici importanti al paziente ed al suo nucleo familiare. «Il percorso è organizzato sin dal momento della dimissione – prosegue Poletti – quando ci si attiva per avere al domicilio tutte le figure presenti».

Un “trait d’union” possibile proprio per la presenza della figura dell’anestesista rianimatore al domicilio che evita al paziente il trasferimento in ospedale per una manovra che deve essere effettuata in modo rapido. «Non è una manovra complicata, ma va effettuata da mani esperte» precisa Gallerani. Vantaggi importanti per i quali vi sono positivi riscontri in termini sociali e di minor movimentazione di pazienti allettati, oltre al risparmio in termini economici.

LA SICUREZZA

Il servizio si è rivelato fondamentale in questo particolare e delicato momento, proprio perché viene eliminata la possibilità di veicolare sul paziente eventuali rischi legati all’emergenza coronavirus. Una gestione del paziente al di fuori delle mura dell’ospedale possibile soprattutto grazie al rapporto di estrema fiducia che si crea tra i familiari, i sanitari e lo stesso paziente. «Il servizio domiciliare non ha subito interruzioni legate al Covid e le prestazioni di sola sostituzione di cannule tracheostomiche si aggirano sui cento all’anno» conclude la case-manager.

Un futuro che vede sempre più una gestione domiciliare del paziente e dove è in fase di sperimentazione anche il posizionamento di cateteri venosi centrali ad inserzione periferica (i cosidetti Picc) oppure di accessi periferici (midline) dove risulta fondamentale l’intervento di una equipe formata dall’infermiere e dall’anestesista in grado di togliere molti disagi legati al trasporto in ospedale per l’esecuzione di prestazioni programmabili direttamente al domicilio. —

Stefano Balboni

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