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Maturità e impegni extra La scuola estiva non convince

Giovanna Corrieri
Maturità e impegni extra La scuola estiva non convince

I presidi ferraresi: situazione di conflitto con la gestione dell’esame di Stato Presenza al 50% anche dopo il 25 gennaio. «Eravamo pronti all’aumento» 

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La Regione lavora al prolungamento della scuola oltre la metà di giugno? Sarà che i margini della proposta paiono ancora un po’sfocati ma l’idea non entusiasma troppo i presidi ferraresi: c’è chi solleva problemi di sovrapposizione con la Maturità, con spazi e docenti evidentemente insufficienti a gestire tutto, e chi rivendica il lavoro fatto finora con la didattica a distanza, faticosa, ma che didattica del resto è.

Intanto l’Ufficio scolastico regionale ha «convenuto opportuno che da lunedì 25 gennaio e fino a sabato 6 febbraio le lezioni degli studenti delle scuole secondarie di II grado proseguano garantendo l’attività didattica in presenza al 50 per cento» ; niente più possibilità di arrivare presto fino al 75 per cento, ipotesi a cui alcuni istituti ferraresi erano già pronti.

Le reazioni

Scuola estiva? «Notizia ferale – dice subito la dirigente del Bachelet, Emilia Dimitri – soprattutto per i docenti che con la didattica a distanza e integrata si stanno impegnando, si sviliscono un po’tutti gli sforzi a cui ci si sta sottoponendo. Lo dico proprio sulla base del sacrificio che rilevo dai miei docenti, sottoposti a un ulteriore sacrificio quando ho preso la decisione di dimezzare i nostri numerosi gruppi classe per garantire la presenza al 50 per cento: chiedere ora di impegnarsi oltre la pausa estiva è spingersi oltre».

Un no è anche quello del preside del Vergani Navarra, Massimiliano Urbinati: «tendenzialmente non sono d’accordo con le lezioni tradizionali, ma sono favorevole a una maggiore incidenza della scuola nella società e nel mondo del lavoro: vedo in modo favorevole, quindi, progetti e tirocini anche nei periodi di vacanza secondo una metodologia costruttivista». Ci sarebbe il problema «della contemporaneità con gli esami di stato, che richiedono istituti il più possibile liberi», fa presente la dirigente del Carducci Lia Bazzanini; «quest’anno abbiamo fatto tutto – dice il preside del Copernico Carpeggiani, Francesco Borciani – quindi, se sarà necessario, ci attrezzeremo anche per questo. Mi sembra però piuttosto difficile: ci sarebbe un intero sistema scolastico da risistemare, con un impatto sulla vita delle famiglie non da poco. E d’altronde il numero di giorni di lezione, anche se a distanza, viene rispettato. Poi certo il prolungamento dell’attività didattica garantirebbe del lavoro in più ma non terrebbe conto dello sforzo a cui i ragazzi sono stati sottoposti: sembra paradossale ma questo modo di dare scuola stanca molto”».

Sulla prosecuzione, per altre due settimane, della presenza al 50 per cento , invece, i presidi si dividono: avrebbero comunque scelto di assestarsi su quella percentuale Bazzanini e Borciani, non Dimitri e Urbinati, che si preparavano al 75 per cento: «chiaramente viene prima la salute, ma auspicavo si passasse a una fase successiva – dice Urbinati – anche perché la nostra è una fascia delicata, si rischia di più la dispersione scolastica». —

Giovanna Corrieri

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