Controllo delle nutrie Il problema investe il consiglio comunale
Il punto
Pd e M5s hanno già promesso atti di indirizzo per “migliorare’’ la delibera che al prossimo Consiglio comunale dovrebbe portare al rinnovo, fino al 2023, della convenzione per il coordinamento di azioni integrative al piano regionale di controllo della nutria, sottoscritta tra Provincia, Comuni ferraresi, Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, Ente di gestione per i parchi e le biodiversità Delta del Po e Agenzia Interregionale per il Fiume Po. E non perché si neghi, diceva ieri in commissione l’opposizione, «la gravità della situazione e le problematiche create dalla presenza e dalla riproduzione senza controllo della nutria», i danni cioè «a colture e soprattutto arginature»: «ricordo che non più tardi di un mese fa a Nonantola l’argine si è rotto anche per i buchi delle nutrie causando migliaia e migliaia di danni», sottolineava Massimiliano Guerzoni (Ferrara Cambia). Il controllo della nutria però si basa ancora sul suo abbattimento, mentre sono in corso sperimentazioni come quella di «Legambiente Emilia Romagna, Bonifica Renana e Università di Bologna che prevedono la sterilizzazione dei maschi – diceva Ilaria Baraldi – non sarebbe quindi il caso di prendere l’impegno di fare sperimentazioni che non prevedano l’abbattimento?».
«La sterilizzazione – aggiungeva Tommaso Mantovani (M5s) – costerebbe meno e darebbe migliori risultati » (la quota annua della convenzione costa al Comune 7. 935 euro). «Le procedure di sterilizzazione ai fini del contenimento della specie sono attività sperimentali – replicava l’assessore Alessandro Balboni – Ci sono diverse aree pilota dove vengono studiate queste tecniche e la durata di queste sperimentazioni è pluriennale, quindi speriamo che in tempi rapidi i ricercatori possano darci argomentazioni a favore di questa tecnica che sicuramente renderebbe tutti più felici». L’assessore invitava inoltre l’opposizione a farsi promotrice anche «presso la Giunta regionale». —
Giovanna Corrieri
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