Addio al marinaio e pescatore «Fai buon vento, presidente»
Labari dell’Anmi in lutto e tanta commozione per l’ultimo saluto a Matteo Parisi Una vita dedicata alla passione per il mare e al circolo, guidato fino all’ultimo
PORTO GARIBALDI. Schierati davanti alla chiesa, labari e vessilli dei gruppi Anmi di Porto Garibaldi, Comacchio, Gorino e Ferrara, ieri pomeriggio a Porto Garibaldi hanno accolto l’arrivo della salma di Matteo Parisi, il 61enne presidente del Circolo Anmi di Porto Garibaldi, deceduto mercoledì scorso, all’Hospice di Codigoro.
I numerosi partecipanti si sono distribuiti tra la chiesa, il sagrato, viale Bonnet e la piazza don Giovanni Verità per portare l’ultimo saluto all’ex pescatore, prematuramente scomparso dopo una strenua battaglia contro una grave malattia. Accanto alla moglie Lucia, ai figli Salvatore, Vittoria ed Erica e a tanti parenti e amici, anche il tenente di vascello Federica Carta, comandante dell’Ufficio circondariale marittimo di Porto Garibaldi e numerosi marinai dell’Anmi.
i soci in lacrime
Uno di loro, Italo Barillari, ha ricordato Parisi come «un gran presidente, una brava persona, sempre disponibile e presente, amico di tutti. Eravamo come fratelli – ha detto commosso Barillari –; aveva sempre il sorriso sulle labbra e al Circolo è stato presente sino al momento del ricovero in ospedale».
In testa al corteo funebre, tra le lacrime, anche il vicepresidente reggente Attilio Barboni, che ha affidato a un altro socio il saluto del gruppo Anmi, Costantini Guidi di Porto Garibaldi. «Il nostro amato presidente, uomo ben voluto da tutti – è stato il messaggio di tutto il gruppo –, è partito per l’ultimo viaggio. Ti rivolgiamo un grazie di cuore per l’impegno e la dedizione che ci hai dato. Fai buon vento, Matteo».
«scherzava con tutti»
Tanti i pescatori della cooperativa Piccola e Grande Pesca, con cui Parisi aveva lavorato per tanti anni, che hanno voluto tributare l’estremo saluto al collega prematuramente scomparso.
«Era davvero una gran brava persona Matteo – ha commentato Ariberto Felletti, presidente della cooperativa Piccola e Grande Pesca –; non ha mai litigato con nessuno, era sempre di buon umore, pronto a scherzare con tutti. Era innamorato del mare e della pesca. Era in pensione da poco tempo. Purtroppo non si è goduto il meritato riposo della pensione».
Un cuscino di fiori bianchi, rossi e verdi ha cinto la bara avvolta dalla bandiera della Marina Militare. Al termine del funerale, co-celebrato da don Claudio Vannetti (parroco di Porto Garibaldi) e da don Giancarlo Pirini (parroco di Comacchio), l’ex presidente del circolo Anmi, Angelo Farinelli, ha letto la preghiera del marinaio. Dopo la benedizione della bara, il corteo funebre ha proseguito sino al cimitero di San Giuseppe per l’ultimo viaggio. —
Katia Romagnoli
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